Si era detto, lo si sta dicendo, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: il modo in cui oggigiorno le multinazionali stanno cercando di piegare il sistema di brevetti (e di copyright) a proprio uso e consumo con l’unico scopo di massificare i profitti, a scapito ormai finanche della vita stessa, è arrivato al suo capolinea.
L’ANTEFATTO
Il brevetto EP 10698199, rilasciato nel 2002 dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per un broccolo riprodotto con metodo convenzionale, viene impugnato nel 2008 sulla base dell’art.53(b) della Convenzione Europea dei Brevetti e della direttiva europea 98/44 (la prima non consente brevetti sul vivente e la seconda li consente solo per prodotti “biotecnologici”).
L’Alta Corte dell’EPO decide, nel 2008, che il broccolo divenga il “caso giuridico” in base al quale la UE dovrà stabilire se siano o meno leciti i brevetti su piante e animali, anche se prodotti con metodi essenzialmente biologici (ovvero non geneticamente modificati).
(fonte: equivita.it)
L’udienza era stata fissata per domani, 26 ottobre, presso l’Ufficio Brevetti con sede a Monaco, ma l’Agenzia ha pensato bene all’ultimo momento di cancellarlo. Perchè?
Secondo gli attivisti di “No patents On Seeds” il motivo è semplice: evitare il confronto con i cittadini europei, cercare di far passare sotto silenzio questa speculazione.
Citando sempre Equivita:
Come ha dichiarato Kerstin Lanje di “Misereor”
“In tempi in cui quasi due miliardi di persone soffrono la fame, è semplicemente immorale far crescere i prezzi delle derrate alimentari creando il monopolio dei brevetti. Le compagnie biotech detentrici di questi brevetti approfittano delle nuove leggi brevettuali (da loro promosse, ndr) per trasformare i prodotti alimentari in speculazioni finanziarie. E’ giusto che soltanto i ricchi possano avere accesso al cibo?”
LE CONSEGUENZE
Ma quali sarebbero le conseguenze dell’approvazione di questi brevetti? (ricordiamo che, mentre si aspettava una decisione univoca in merito al brevetto EP 10698199 sul boccolo, è stato depositato il brevetto EP1211926 sul pomodoro). Scrive Frances More Lappé:
La battaglia per le sementi è altrettanto dura. Negli ultimi quarant’anni più di mille produttori indipendenti sono stati inglobati dalle multinazionali. Tre aziende – Monsanto, DuPont e Syngenta – controllano la metà del mercato mondiale delle sementi. A favorire questa concentrazione sono state tre sentenze della corte suprema statunitense che, dal 1980 in poi, hanno autorizzato i brevetti sulle forme di vita, sementi comprese. Nel 1992 anche la Food and drug administration (Fda, l’ente statunitense di controllo sui farmaci e i prodotti alimentari) ha approvato gli organismi geneticamente modificati, sostenendo di “non essere al corrente di informazioni in base alle quali si possa dimostrare che gli alimenti ogm siano significativamente e uniformemente diversi dagli altri alimenti”.
Il via libera dato dagli Stati Uniti d’America ai brevetti sulle forme di vita in nome di una “ossessione produttivista”, giustificato dalla “lotta alla fame ed alla povertà nel mondo”, ha aperto la strada a cambiamenti radicali, quando non proprio epocali, nel rapporto uomo-terra. Si potrebbe scrivere delle condizioni in cui versano milioni di contadini nel sud del mondo, dal sud america all’India (ma anche nel midwest americano non se la passano diversamente!), letteralmente espropriati del prodotto del loro lavoro (il raccolto) in nome di un “brevetto” depositato presso una agenzia americana; oppure si potrebbe scrivere del processo di desertificazione e dei cambiamenti ambientali e climatici derivanti anche dall’abbandono sempre più massiccio di terreni da parte dei suoi abitanti; o ancora si potrebbe scrivere delle tante malattie che, periodicamente, colpiscono gli animali da allevamento (dalla mucca pazza agli ovini dalla lingua blu alle varie influenze aviarie, suine, etc…). Ma forse tutto questo sfiorerebbe soltanto il cittadino occidentale, ormai troppo urbanizzato e “cementificato”: ci si limiterà allora a fare due conti, così come scrive Andrea Tarquini:
le multinazionali non avranno più solo in mano i brevetti esclusivi del cibo transgenico, bensì anche del cibo tout court. E’ una strada strisciante verso la cancellazione della sovranità alimentare degli Stati e delle economie e la privatizzazione della materia vivente. Se brevetti il broccolo o il pomodoro, detto in soldoni, l’agricoltore ovunque nel mondo dovrà pagarti ogni anno i diritti, con pesanti conseguenze per la sua sopravvivenza economica e per il prezzo al consumo.
LINK UTILI
Directive on the legal protection of biotechnological inventions (Wikipedia)
Brevetto dell’essere vivente (Wikipedia)
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