Approvata la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni nr. 668/2010 inerente la tutela del copyright su Internet. I siti non saranno chiusi ma si potranno far rimuovere i contenuti ritenuti illeciti, salvo ricorso alla magistratura da parte dell’interessato. E chi paga?
Con i voti dei commissari Avv. Sebastiano Sortino, Dott. Gianluigi Magri, Dott. On. Antonio Martusciello, Prof. Stefano Mannoni, Sen. Roberto Napoli, On. Enzo Savarese (astenuti Dott. Sen. Michele Lauria, contrario il Cons. Nicola D’Angelo) l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha approvato lo schema di regolamento sul diritto d’autore in Rete.
Prima della riunione il commissario sen. Lauria aveva rilasciato questa dichiarazione alle agenzie di stampa:
«Nessun testo che ipotizzi la chiusura dei siti da parte dell’Agcom in sostituzione del giudice o la limitazione dei diritti costituzionalmente tutelati, come la libertà di espressione, avrà il mio consenso»
mentre il commissario Gianluigi Magri – che alcuni giorni fa aveva presentato le sue dimissioni al Presidente Calabrò – ha ripreso il suo posto come relatore del provvedimento.
A conclusione dei lavori il Presidente Corrado Calabrò ha commentato:
«Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. È nostra intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro.
In questo spirito ho anche dato la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga opportuno».
Read the rest of this entry »