Avanti, c’e` file sharing per tutti

Libri, podcast, Recensioni August 31st, 2009

copertina libro baia“Parlare di copyright, invece, dovrebbe spingerci a parlare di cosa vogliamo, come società, che la tecnologia possa fare, di come vogliamo che i network si possano evolvere nel futuro, di cosa è diventata oggi l’opera d’arte, e di che ruolo vogliamo per la cultura”. (Rasmus Fleischer, fondatore di Piratbyrån, e di The Pirate Bay)

E’ solo uno dei tanti, professionisti del settore o semplici “smanettoni”, intervistati da Luca Neri per questa sua inchiesta sul download “illegale” contenuta nel libro “La baia dei Pirati. Assalto al copyright”.
Si, certo, Luca Neri ci accompagna in un tour al limite dell’illecito nei sottofondi di internet, tra torrent e ftp, dove migliaia di persone si scambiano – spesso illegalmente – ogni sorta di prodotto: dal brano musicale al film, dal videogioco al libro. Tutto gratis, tutto “libero”, tutto aperto e disponibile.
Ed il danno economico per i detentori dei diritti d’autore (o brevetti, o copyright) è stimabile nell’ordine di milioni di euro l’anno; motivo per cui le grandi organizzazioni, dalla BSA Alliance alla RIIA, alla MPAA, per non parlare delle varie associazioni “nostrane”, hanno dichiarato guerra al file sharing, al download illegali, al P2P, al torrent … ed in cima alla lista nera al portale svedese The Pirate Bay.
Hanno ragione i potenti, e ricchi!, detentori di (giusti?) interessi economici? Sono tutti delinquenti, farabutti, malfattori i fruitori dei sistemi di filesharing?

A sentir loro, maturalmente, no. Anzi. Continua ancora Rasmus nella sua intervista rilasciata a Luca Neri:

“Alla critica del copyright ci siamo arrivati tutti da strade diverse. Io personalmente ho capito che quello sarebbe diventato un tema centrale solo dopo aver collegato la storia di Napster con la questione dei brevetti farmaceutici, che all’epoca era di grande attualità per via dei nuovi farmaci per il trattamento dell’Aids, farmaci che il Sud Africa minacciava di copiare senza licenza per protestare contro prezzi eccessivi. Per me, insomma, c’era anche una dimensione morale”.

Qual è il limite tra il “giusto prezzo” dovuto all’autore di un’opera o al realizzatore di un prodotto, e la bieca “speculazione” spesso effettuata sul prezzo di vendita al consumatore finale? E soprattutto, CHI definisce questo limite? lo Stato? il (libero) mercato? o il detentore del diritto/brevetto/copyright che troppo spesso agisce in maniera pressochè monopolistica, cercando di alzare quante più barriere protezionistiche (con leggi, con sistemi antipirateria, con campagne “d’informazione”) per difendere la sua fetta di torta?
E chi ci rimette? il consumatore, ovvio. Ci sorprendiamo poi se un adolescente scarica i brani musicali del suo gruppo preferito attraverso un circuito torrent piuttosto che pagare un prezzo salatissimo per un CD ? (che spesso per giunta non potrà nemmeno copiare sul suo computer per poterlo caricare sul suo IPOD?).

E’ su queste, e su analoghe argomentazioni, che Luca Neri centra il “focus” del suo libro: più che una indagine, una vera provocazione, uno stimolo a riflettere su come sta progredendo velocemente la tecnologia mentre la cultura e la società non riescono a tenere il passo. Anzi, spesso vengono appositamente frenate nella propria crescita, per cercare di lucrare quanto più possibile da questo “gap generazionale”.
Con una ulteriore provocazione (questa volta storica) lanciata dall’autore: se i grandi “inventori” del passato non avessero “copiato”, in tutto o in parte, dalle intuizioni di altri inventori, loro antecedenti o contemporanei, la tecnologia odierna avrebbe avuto lo stesso sviluppo che conosciamo?

LINK UTILI
Scheda Libro Cooper Editore
Sala stampa Cooper Editore

Luca Neri a Sky TG24 Economia
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Luca Neri a Neapolis, Rai3
Luca Neri a Tg3 Linea Notte, Rai3
Luca Neri a Salva con nome, RaiNews24

Luca Neri e La Baia dei Pirati su Torrent

PodCast a cura di Radio2 Vasco De Gama, con Riondino e Vergassola
 

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La finanza all’ombra der cuppolone

Libri, Recensioni August 26th, 2009

copertina libro vaticano spa“Da un archivio segreto la verità sugli scandali finanziari e politici della Chiesa”.
Così recita il sottotitolo del libro inchiesta del giornalista Gianluigi Nuzzi, e a leggere quanto descritto, con tanto di ricchissime note e tabelle per un ulteriore approfondimento, c’è davvero di che rimanere a bocca aperta. Per non dire altro.

Se si pensa alla “allegra” gestione dello IOR (l’Istituto per le Opere di Religione)di monsignor Marcinkus ed alle sue implicazioni con la loggia massonica P2, il crack del Banco Ambrosiano, le misteriose morti di Roberto Calvi e Michele Sindona, si sbaglia di grosso. Roba vecchia, storie passate, di cui non si è mai fatta per giunta pienamente chiarezza, soprattutto del vero ruolo della banca del Vaticano in queste faccende.

Nel libro di Nuzzi, invece, si parla delle vicende dello IOR dall’uscita di scena di Marcinkus fino quasi fino ai giorni nostri, grazie ad un imponente archivio documentale nascosto in Svizzera da un sacerdote, il monsignor Dardozzi; lo stesso monsignore aveva disposto che alla sua morte tutti i documenti fossero resi pubblici, ed è così che Gianluigi Nuzzi ne è entrato in possesso.

Monsignor Dardozzi ha fatto parte di una commissione segreta interna allo IOR che aveva il compito di fare piena luce su una gestione “parallela” dei conti della banca organizzata da un alto funzionario, monsignor De Bonis, da sempre vice di Marcinkus. Per anni la commissione ha cercato di capire, ed in qualche modo fermare, il sistema messo in piedi all’interno dell’istituto; anni molto particolari poichè in Italia (siamo all’inizio degli anni novanta) scoppiava il caso di “Tangentopoli” e la ricerca di molti soldi spariti portava, guarda caso, proprio allo IOR.

IOR che ha una particolarità: opera esattamente come una qualunque banca, ma non risponde allo stato italiano, essendo un ente di uno stato sovrano come città del Vaticano; non risponde a nessun trattato internazionale di collaborazione tra istituti bancari; non ha sottoscritto nessun accordo di controllo anti-riciclaggio internazionale. E non essendoci nemmeno accordi di carattere generale (esclusi i Patti Lateranensi del 1929 revisionati nel 1984 con il nuovo concordato) tra Città del Vaticano e Repubblica Italiana, lo IOR non è nemmeno tenuto a dare spiegazioni/informazioni a chicchessia, nè tantomeno i suoi funzionari possono essere inquisiti/interrogati/arrestati dalla magistratura / forze dell’ordine.
Praticamente, un vero e proprio paradiso fiscale nel pieno centro di Roma.

Quello che emerge dalle carte di monsignor Dardozzi è stupefacente: conti cifrati riconducibili ad una buona fetta di politici e imprenditori italiani (oltre che a qualche tonaca vaticana …); centinaia di milioni di euro passati per piazza San Pietro e poi spariti in società offshore; fondazioni fittizie il cui scopo sociale avrebbe dovuto essere l’assistenza ai bisognosi o opere di carità e che invece servivano unicamente a coprire movimenti di alta finanza; persino quote parte degli oboli versati dai fedeli per questa o quella causa “spariti” nei conti esteri. Per non parlare dell’ipotesi (azzardata?) di riciclaggio addirittura dei soldi della criminalità organizzata.

Ce ne sarebbe abbastanza (e molto di più!) per far cadere più di una testa, eppure …
Qualcuno ha mai sentito nominare questo libro? avete visto una qualsiasi recensione in tv? o letta su qualche quotidiano di tiratura nazionale? è scoppiato un qualche scandalo politico-finanziario?
Niente. Acqua che scorre cheta nel torrente. Come se nulla fosse, come se fosse tutto normale.
Ha un bel daffare l’autore a rilasciare interviste ai videoblog, a mettere a disposizione su internet l’intero archivio Dardozzi, a cercare di creare interesse intorno agli argomenti trattati nel libro.

Diceva saggiamente il Divo Giulio (ampliamente citato, quasi come una guest star, nel libro):
“Bene o male, purchè se ne parli”.
Appunto. Basta non parlarne, e la notizia non c’è.

SCHEDA LIBRO
Titolo Vaticano Spa
Autore Nuzzi Gianluigi
Prezzo € 15,00
Dati 2009, 28/0 p., brossura
Editore Chiarelettere (collana Principioattivo)

LINK UTILI
Intervista a Gianluigi Nuzzi del blog beppegrillo.it
Video di presentazione dal blog di chiarelettere.it

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Non chiamatela camorra, chiamatela Sistema

Libri, Recensioni August 24th, 2009

copertina libro gomorraMi aveva gia’ colpito quando vidi lo speciale di “Che tempo che fa” interamente dedicato a Roberto Saviano, ma apprendere piu’ approfonditamente direttamente dal suo libro best seller, Gomorra, quanto solo accennato in televisione e’ stato davvero impressionante.
Le cose piu’ sconvolgenti non sono tanto i crimini efferati, gli spargimenti di sangue, gli atteggiamenti hollywoodiani con ville sfarzose, macchine potenti e abiti firmati dei boss, l’enorme giro di soldi con tutti i malaffari che ci sono, episodi raccontati a bizzeffe nel libro; no, le cose sconvolgenti sono due: la “cultura” malavitosa e “l’informazione” dei media – in specie i quotidiani e le emittenti locali – sulla questione.

Vedere le immagini sui network nazionali di donne affrante dal dolore dopo l’ennesimo omicidio per strada e leggerne l’interpretazione, il significato che Roberto Saviano ne da’, completamente diverso da quello che appare in tv sotto i riflettori dei principali tg; o leggere le storie dei ragazzini di strada, adolescenti che non arrivano a volte ai 14 anni (e quindi non possono essere incriminati, se pizzicati dalle forze dell’ordine), non tanto per quello che fanno (i “pali” agli spacciatori nelle piazze, le “prove di fuoco” facendosi sparare addosso con un giubbotto antiproiettile, e via dicendo …), ma per quello che rappresenta per loro, il senso della loro esistenza, dove “morire ammazzato” significa essere un “uomo”.

E’ il modo di (non) pensare, di (non) vedere, di (non) sentire della gente comune, o l’uso indiscriminato, quasi criminale, della telecamera piuttosto che del taccuino dei giornalisti nazionali che si ricordano di Napoli e Caserta quando ci scappa “il morto ammazzato” o quando l’immondizia raggiunge il terzo piano delle case, per poi dimenticarsene quasi completamente quando si spengono i riflettori (o sotto campagna elettorale …).

Ma la vera forza del libro e’ nella capacita’ narrativa di Roberto Saviano: raccontato in prima persona, “infiltrandosi” tra gli scaricatori di porto abusivi o tra la manovalanza edile, o “semplicemente” gironzolando in motorino nelle piazze dello spaccio o davanti ai negozi crivellati dai proiettili, parlando con la gente comune nel bar o per strada come con gli appartenenti al “sistema di …”. Perche’ la “camorra” e’ una invenzione giornalistica, mentre il “sistema” e’ una drammatica realta’.

E Roberto Saviano parla, ascolta, vede, vive in prima persona. E racconta. Racconta i fatti, le sue interpretazioni, i suoi stati d’animo, persino la sua stanchezza fisica. E si rivolge in prima persona direttamente al lettore, come se fosse lì, accanto a lui, mentre per strada gli indica l’ultimo morto ammazzato spiegandogli per filo e per segno i perche’ e i percome.

E non si puo’ non sentirsi direttamente coinvolti nella sua rabbia, nel suo rancore, nel suo senso di ingiustizia. Ma anche nella sua amarezza, nella sua tristezza, nel suo dolore.
Nella sua solitudine.

SCHEDA LIBRO
Roberto Saviano, Gomorra, collana Letteraria, Mondadori, 2006. pp. 331 ISBN 8804554509

LINK UTILI
Scheda libro su Mondadori

Il sito di Roberto Saviano

Roberto Saviano intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” – Parte1 | Parte2 | Parte3

Roberto Saviano monologo a “Che tempo che fa” – Prima Parte | Seconda Parte | Terza Parte

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