Intervista a Maria Rita D’Orsogna
Abruzzo, Eventi, Video July 19th, 2009
Tags: Abruzzo, emergenzabruzzo, GreenPeace, Legambiente, LIPU, manifestazione, marelibero.net, Pescara, petrolio, WWF
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Manifestazione oggi a Pescara contro il piano energetico del Governo per la ricerca del petrolio in Abruzzo.
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Grave incendio doloso distrugge un edificio, l’aula didattica appena terminata all’Oasi WWF del Lago di Alanno, in provincia di Pescara.
Incendiato anche un escavatore con danni per decine di migliaia di euro.
Il più grave atto deliberato contro una struttura di un’area protetta abruzzese
Appello del WWF alle istituzioni: dare un segnale di legalità offrendo alle classi scolastiche e ai ricercatori una nuova struttura.
Questa notte l’Oasi WWF del Lago di Alanno, in Provincia di Pescara, è stata oggetto di un grave atto contro il patrimonio. Ignoti hanno completamente bruciato quella che doveva essere da settembre l’aula didattica dell’oasi, un edificio in legno che era stata appena terminato e di cui la ditta stava completando la recinzione. Anche un piccolo escavatore della Coop. Cogecstre, che era parcheggiato ad una certa distanza, è stato incendiato deliberatamente ed è andato completamente distrutto.
L’aula didattica era stata finanziata dall’Amministrazione Provinciale di Pescara con 40000 euro messi a disposizione del Comune di Alanno, che stava realizzando l’opera. La struttura sarebbe servita per ospitare le classi scolastiche in visita alla locale stazione di inanellamento scientifico degli uccelli, attiva da anni con grandi risultati scientifici per lo studio degli uccelli migratori.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia
“Questo incendio doloso è un gravissimo atto di intimidazione nei confronti dell’associazione e rappresenta un danno per l’intera collettività. In questi ultimi due anni avevamo segnalato alle autorità divcersi epidosi intimidatori e di vandalismo. Mai avremmo pensato che questi delinquenti sarebbero arrivati a premeditare e mettere in pratica l’incendio di un’edificio, con tetto e stanze, con un sistema mafioso. Quello di stanotte è il più grave danno mai arrecato deliberatamente ad una struttura di un’area protetta in Abruzzo. Ci preoccupa questo livello di imbarbarimento e chiediamo alle amministrazioni pubbliche una risposta ferma per ribadire che il territorio non è nelle mani di bande di violenti ma luogo dove deve regnare la legalità”.
Dichiara Enisio Tocco, sindaco del Comune di Alanno
“L’aula didattica sarebbe stata inaugurata a settembre dagli gli studenti delle nostre scuole che così perdono una struttura che sarebbe stata a loro disposizione tutto l’anno per studiare la natura all’aperto insieme con i ricercatori del WWF che da anni fanno ricerca ornitologica nell’area. E’ un atto odioso che mina i valori fondamentali del vivere comune e che la comunità che guido vuole rifiutare nel modo più categorico. Ho chiesto ai Carabinieri il massimo sforzo per assicurare alla giustizia l’autore o gli autori di questi reati. Ritengo, inoltre, che dovremo presto ricostruire le opere distrutte per far sì che quanto le istituzioni avevano programmato sia realizzato nonostante tutto, dando un segnale forte di ripristino della legalità ai violenti. Questo è il messaggio che dobbiamo e vogliamo dare e ci adoperermo per questo”.
INFO: 3683188739
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Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel “Decreto Alfano” sulle intercettazioni rientrano all’interno di questa offensiva.
Il cosiddetto “obbligo di rettifica” imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a …. ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti – in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell’obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti – rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i “citizen journalist” se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell’informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”.
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto. – scarica il logo banner.jpg
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.
Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna
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Sono davvero benvenuti i “grandi della Terra” ? forse per molti, sicuramente non per tutti. E chi non e’ d’accordo lo ha scritto a chiare lettere sul fianco di una collina.
“Yes, they camp!”, signori presidenti e primi ministri. Voi sedete a vostri tavoli imbanditi per le colazioni di lavoro; loro sono sotto le tende ad aspettare.
“Yes, they camp!”, signori presidenti e primi ministri. Voi guardate le nostre antiche opere portate li’ in bella mostra; loro non hanno piu’ nemmeno una chiesa in piedi per poter piangere i loro morti.
“Yes, they camp!”, signori presidenti e primi ministri. Voi avete promesso, e prometterete, grandi impegni in favore dell’umanita’ e di un pianeta ormai sull’orlo del collasso; loro non hanno piu’ nemmeno un tetto sotto cui ripararsi.
Resta allora un’unica domanda: perche’ continuate ancora ad incontrarvi? ma soprattutto, perche’ lo fate qui?
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