Berlusconi contestato a L’Aquila
Abruzzo, Video May 30th, 2009
Cittadini aquilani con striscioni di protesta all’uscita del premier dalla caserma di Coppito.
Tags: Berlusconi manifestazione L'Aquila Abruzzo contestazione terremoto ricostruzione
Cittadini aquilani con striscioni di protesta all’uscita del premier dalla caserma di Coppito.
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Strano destino quello del “Ponte sul Mare”, così fortemente voluto dal sindaco autosospesosi per motivi di salute Luciano D’Alfonso: i festeggiamenti per la fine dei lavori declassati da “inaugurazione” a “presentazione” (perchè una “vil legge dannata” vuole che non si inauguri un bel niente in piena campagna elettorale!); poi una sconsiderata aggressione di uno sconosciuto ai sostenitori della lista civica Amici di Beppe Grillo “Pescara a 5 stelle” che esponevano un un cartello con la scritta “campagna elettorale abusiva”; infine l’ennesimo blitz della Guardia di Finanza in comune per acquisire la delibera del consiglio comunale del 21 maggio scorso dove veniva deliberata la spesa di 10.861,96 euro per la festa di sabato scorso.
E la giunta prontamente cosa ha fatto? Una seconda delibera con la quale apre una sottoscrizione per tutti i volenterosi cittadini pescaresi che volessero contribuire al pagamento delle spese per la festa.
Ora, a parte il fatto che di questa sottoscrizione non si e’ saputo nulla, se non a cose ormai fatte, perche’ io cittadino pescarese che mi sono gia’ visto aumentare notevolmente (ed indecentemente!) l’ultima TARSU, dovrei contribuire al pagamento della spesa per la festa di un’opera pubblica che – personalmente! -non avrei mai voluto e – sicuramente! – ne avrei fatto volentieri a meno??
Tutti quei soldi spesi per il ponte sul mare, che data la pendenza della rampa sul lato sud immagino sia abbordabile in bicicletta solo dagli “scalatori” che stanno correndo ora il Giro d’Italia mentre per farla a piedi apriranno una “ferrata” come sul Gran Sasso, non potevano essere spesi in altro modo in città? Chesso’, magari per continuare i lavori sul lungomare sud, invece di vederci l’ennesima “incompiuta”!; oppure per realizzare una pista ciclabile degna di tale nome che, partendo dal parco d’avalos / ex-aurum percorresse tutto il lungomare per ricongiungersi al parco fluviale della Provincia; o per realizzare un bel parco nell’ex area Di Properzio; o per riqualificare la zona ex-Cofa (o vogliamo lasciare queste due aree agli “squali del mattone”?).
Insomma, di bei lavoretti per rendere la zona compresa tra lugofiume/lungomare/parco d’avalos davvero un quartiere “vivibile” (e non riempire tutti i buchi di terra ancora disponibili con case, case, case come stanno gia’ facendo), ce n’erano parecchi. Invece dovremo sorbirci quello scempio in cemento armato che chiamano “opera architettonica di pubblica utilita’”.
Bah! speriamo solo che non faccia la stessa fine dell’opera artistica giapponese in quel di Piazza Salotto …
Tags: ambiente, comune, Pescara, Ponte sul mare, riqualificazione
Anche quest’anno il progetto Winston Smith (PWS), nell’ambito del convegno E-privacy2009, ha consegnato i Big Brothers Awards, ovvero
un premio “in negativo” che fin dallo scorso millennio (1998 per l’esattezza) viene assegnato in tutto il mondo a chi piu’ ha danneggiato la privacy.
Le categorie dei premi sono cinque:
a cui va aggiunto il premio “Lamento del Popolo“, destinato a chi riceve più nomination negative.
Forse per la prima volta da quando in Italia vengono assegnati questi premi, i vincitori sono praticamente soltanto due: Facebook e l’on. Gabriella Carlucci.
Sul comunicato stampa ufficiale la classifica ed i voti espressi:
Premio “Lamento del Popolo“, Facebook con 12 nomination su 40
Premio “Tecnologia piu’ invasiva“: Facebook (21/30)
Premio “Peggiore azienda privata“: Facebook (25/30)
Premio “Minaccia da una vita“: On. Gabriella Carlucci (16/30)
Premio “Bocca a stivale“: On. Gabriella Carlucci (21/30)
Premio “Peggiore ente pubblico“: Ministero dell’Interno (23/30)
Premio “Winston Smith eroe della Privacy”: Electronic Frontier Foundation (15/30)
Particolarmente interessanti le motivazioni dei premi per l’on.Carlucci:
per il premio “Minaccia da una vita”,
e’ stato il recente DDL 2195/2009, che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo “Internet territorio della libertà dei diritti e dei doveri”, ed ha ora quello certo meno appetibile di “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. [...]
Insomma, un Piccolo Fratello italiano che irreggimenti ed identifichi tutti, distruggendo in Italia la Rete come oggi la conosciamo, in modo che siano salvi ed intatti i diritti di proprieta’ intellettuale.
E’ pur vero che nella Costituzione si parla non di questi ultimi ma piuttosto di liberta’ di espressione e di inviolabilita’ della corrispondenza, ma questo dimostra probabilmente la necessita’ di ulteriori modifiche costituzionali.
Per il premio “Bocca a stivale” che,
vuole premiare la frase piu’ “terrificante” pronunciata sul tema della privacy e dei diritti civili in Rete.
la segnalazione piu’ ricocrente e’ stata in merito all’affermazione “È arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su Internet”; commenta il PWS:
Con buona pace degli onesti cittadini italici, che da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all’anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno, senza aver indotto crisi nelle Forze dell’Ordine o collassi istituzionali nei Governi, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti.
La “Grande Sorella” continua imperterrita per la sua strada e nulla sembra farla recedere dai suoi propositi: forse questi premi – e la conseguente figuraccia internazionale – aiuteranno l’orwelliano onorevole a tornare sui suoi passi?
Tags: BBA, Big Brothers Awards, e-privacy, facebook, Gabriella Carlucci, Progetto Winston Smith, PWS
12 miliardi di euro per i finanziamenti! No, solo otto.
I soldi ci sono e arriveranno subito! Forse i soldi ci sono, ma se ci sono arrivano spalmati su x anni.
Finanzieremo l’intera somma necessaria per la ricostruzione! Daremo un terzo, a tasso agevolato, con garanzie ipotecarie …
Entro un mese un alloggio per tutti! Ci vorra’ qualche mese per montare le tendopoli a pieno regime.
Entro l’anno una casa sicura per tutti! Tempi?! difficile dare tempi.
Ricostruiremo L’Aquila come era prima, e meglio! Meglio costruire delle new town in luoghi piu’ sicuri. Il centro storico, si vedra’.
La giustizia deve fare il suo corso, ma i giudici non intralcino la ricostruzione con le loro indagini.
Andate al mare, prendete questo tempo come se fosse una vacanza.
Avete un pezzo di terra vicino alle vostre case lesionate? beh, costruiteci sopra uno chalet, un prefabbricato, una capanna, un box per una attività commerciale … insomma, fate un po’ come ca..o vi pare! tanto lo pagate di tasca vostra e dio solo sa se e quando rivedrete quei soldi dallo stato.
Avrete carta bianca per ricostruire quello che vi pare, solo non rompete con storie di pulci, zecche, polmoniti, influenze, malassistenza, freddo e pioggia, caldo e afa, scuole chiuse e niente posti di lavoro. E non vi azzardate a fare comunella tra voi nelle tendopoli, magari per discussioni politiche, o per creare comitati di cittadini, o peggio per parlare con giornalisti filo-comunisti e dire come stanno realmente le cose!
Qui funziona tutto a meraviglia. Qui tutti stanno bene. Qui c’è chi si prende cura di voi e comunica tramite i mass media con il resto della nazione per rassicurarla che tutto procede bene e presto tutto sara’ finito.
Compreso il vostro diritto di essere cittadini di questo Stato.
Tags: Abruzzo, ricostruzione, tendopoli, terremoto
Alla fine ce l’ha fatta il presidente francese Sarkozy: con 189 voti a favore e 14 contrari, i senatori hanno approvato la legge Hadopi, o “dottrina Sarkozy” o ancora “legge dei tre schiaffi”. Favorevole la maggioranza UMP e l’Union centriste, contrari i Verdi mentre la sinistra PCF et PS hanno scelto di non prendere parte alla votazione come gia’ annunciato. Con l’entrata in vigore della legge i cittadini francesi che scaricheranno musica e film dalla Rete riceveranno una prima email d’avvertimento dall’Alta autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti su Internet (Hadopi); dopo tre avvertimenti verrà interrotto il servizio di connessione per un anno. Una volta tornati online, se recidivi, non potranno piu’ connettersi. Ma con il danno, la beffa: anche se disconnessi, dovranno comunque continuare a pagare l’abbonamento all’ISP.
La ministra della cultura, Christine Albanel, è convinta che non ci sia alcun contrasto fra la nuova legge francese e le recenti votazioni all’europarlamento:
«Quell’emendamento afferma il principio che ogni minaccia ai ’diritti e libertà fondamentali degli internauti non può intervenire che sulla base di una decisione delle autorità giudiziarie. Ma l’accesso a Internet, dal proprio domicilio, non è riconosciuto come “libertà fondamentale”».
D’altro canto, il Commissario Europeo Viviane Reding, appresa la notizia dell’approvazione della legge in Francia, ha detto di
“non riscontrare nell’Hadopi alcuna violazione del diritto positivo europeo e nulla di modificativo dell’attuale situazione nel testo dell’emendamento 138.
Ciò che io posso non amare politicamente, non è sempre illegale, ci sono probabilmente dei problemi con l’Hadopi riguardo al diritto nazionale, ma sta alla giustizia francese decidere.”.
Spaccata l’Unione Europea (alcuni stati guardano con molto interesse alla legge Hadopi, e gruppi di lobbisti delle major stanno facendo forti pressioni sui loro governi per legiferare in tal senso, non ultima l’Italia), spaccato il parlamento francese, spaccati gli artisti d’oltralpe: se alcuni, come l’attrice Catherine Deneuve – avevano chiesto al Governo di abbandonare
«un meccanismo di sanzioni dalla dubbia costituzionalità»,
molti (troppi!) altri, come il regista Bertrand Tavernier, si erano schierati a favore della legge. La cantante Juliette Greco e l’attore Michel Piccoli avevano anche scritto al quotidiano Le Monde rimproverando al Partito socialista di
«opporsi a che delle regole siano stabilite agli operatori di telecomunicazioni affinchè cessino di rapinare la creazione. Così facendo il Partito socialista volta le spalle in modo fragoroso alla nostra storia comune, caratterizzata dal rifiuto di un ordine puramente commerciale, dalla protezione del debole contro il forte».
Ma sara’ efficace questa legge Hadopi? Sono in molti in Francia a chiamarla la classica “vittoria di Pirro”, e gli attivisti francesi iniziano a mobilitarsi.
Sui blog già dilagano gli appelli ad azioni di protesta, come il boicottaggio di cinema e acquisto/noleggio di cd e dvd; altri bloggers hanno messo online la lista con i deputati che hanno votato a favore, con l’avvertimento: «Ora sappiamo per chi votare alle prossime europee»; il blog Linux Manua ha pubblicato un “piano di resistenza” con gli antidoti alla legge Hadopi; infine, il collettivo La Quadrature du Net parla di un provvedimento «già morto e sepolto» per quattro motivi: legale (è in contraddizione con quanto votato dal parlamento europeo), tecnico (già esistono diversi programmi per rendere anonima la connessione, un dettaglio all’ottimo articolo di Alessandro Bottoni), giuridico (presto scoppierà un Hadopi-gate per le tante collusioni tra i membri del governo e l’industria dell’intrattenimento francese), mediatico (la propaganda anti-Hadopi ha compattato il fronte degli utenti).
La guerra non e’ perduta, le battaglie sono tante. Staremo a vedere chi ne uscira’ vittorioso.
Tags: Diritto d'Autore, dottrina Sarkozy, download, Francia, Hadopi, Internet, P2P, pirateria, Viviane Reding

Una bella, quanto drammatica, testimonianza di una blogger aquilana.
Giusto per cominciare a renderci conto, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di quanto NON ci dicono i media tradizionali.
Non sorprenda, poi, il declassamento dell’Italia di Freedomhouse in merito alla libertà di stampa.

Al termine della partecipata e intensa assemblea di ieri in via Strinella prende ufficialmente piede la “campagna 100%”: il documento finale redatto e condiviso da tutte le realtà promotrici, tra cui Epicentro solidale (per la lista completa si veda il volantino), è articolato su alcuni pilastri fondamentali:
- 100% Ricostruzione: Perché siano garantiti i contributi a fondo perduto necessari a riparare il 100% dei danni in tempi certi e rapidi. Non un centesimo di più, non un centesimo di meno, senza arricchimenti indebiti e con finanziamento diretto ai cittadini.
- 100% Trasparenza: Perché tutte le spese, i finanziamenti, gli appalti, gli atti e i procedimenti vengano pubblicati, aggiornati e resi immediatamente accessibili tramite i siti internet degli enti responsabili.
- 100% Partecipazione: Perché tutte le scelte durante l’emergenza e la ricostruzione siano tempestivamente comunicate e discusse con le comunità dei cittadini prima che vengano assunte, evitando la politica del fatto compiuto.
Altri punti fondamentali riguardano:
- La necessità di trovare al più presto una dignitosa sistemazione per gli sfollati che permetta loro di uscire dall’abbrutimento delle tendopoli.
- La garanzia del diritto al lavoro, alla salute, all’ambiente e la piena libertà di movimento dentro e fuori i campi.
Seguiranno iniziative nei prossimi giorni, maggiori informazioni saranno segnalate sul blog.
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Tags: Abruzzo, campagna 100%, Indymedia, ricostruzione, terremoto