Venticinque novelle in salsa benniana

Libri, Recensioni April 23rd, 2008

Premessa. Amo Benni. Ho imparato ad amarlo dal primo suo libro che lessi, anni e anni fa, quel “Baol” che tanto mi ha fatto sognare e da cui sono partito per la (ri)scoperta di un autore che, fino a quel momento, non avevo nemmeno mai sentito nominare.

Ho amato intensamente quello che oggi viene definito il “primo” Benni, il Benni de “La compagnia dei Celestini”, o “Comici spaventati guerrieri” o “Terra!”, o tutta la saga degli improbabili bar, sport, sotto il mare, duemila.
Ho targiversato un po’ sul “secondo” Benni, quello di “Elianto” o “Blues in sedici” o “Spiriti”, mi sono perso completamente in “Achille Pié Veloce”, forse – dopo Baol, certo! – il più bel libro che ho letto di Benni, per poi tornare a raffreddare il mio entusiasmo con “Margherita Dolcevita”.
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