Prima i disservizi, ora un vero e proprio furto
Varie September 29th, 2003
Mio padre mi aprì un conto presso questa banca quando compii 18 anni, approfittando di una convenzione tra la sua azienda e l’istituto bancario, all’epoca IMI.
Tutto sommato, era vantaggioso: tassi di interessi sul c/c più bassi di quelli del mercato, ma costi zero per diversi servizi ed un numero x di operazioni l’anno.
Non che, venti anni fa, ci dovessi fare qualcosa in particolare, ma secondo i miei genitori era arrivato il momento che cominciassi a pensare alle mie finanze gestendomele da solo.
Ricordo ancora la prima volta che firmai un assegno (se non erro, i bancomat non c’erano, o non ne era fornita quella banca, boh …), mi sembrava una cosa più grande di me.
Il personale, comunque, era molto preparato, distinto, e sicuramente al servizio del cliente; insomma, ci sapevano fare.
Arrivarono gli anni ’90, e la IMI fu inglobata nella Cariplo, fino a sparire del tutto anche come marchio.
Non capivo ancora molto bene di finanza (non che ora sia una cima eh?), di politiche economiche, di fusioni, di mercati europei – la venuta dell’euro era ancora lontana! – e soprattutto di “finanza etica, commercio equo e solidale” etcetc. Pensai, beh, se rendono più efficente il sistema, sicuramente ci saranno vantaggi per noi clienti.
Che ingenuo!
La prima avvisaglia che qualcosa cominciava a non funzionare più avrei dovuto notarla con il primo impatto post-cambiamento: il personale era quasi tutto cambiato, in particolare i quadri ed i dirigenti. Tutta gente “del nord”, che avevano in testa solo gli affari, ovvero come tirar su (più) soldi per la banca, di certo non in favore del cliente. Lo scontro “epico” avvenne in una triste circostanza, un viaggio di piacere dei miei genitori in Portogallo dove vennero derubati di tutto; mio padre ovviamente mi chiamò per mandarmi immediatamente in banca a bloccare i libretti degli assegni – hai visto mai! – e dovetti sudare le proverbiali sette camicie con il direttore che non voleva sentire ragioni: mio padre doveva presentarsi di persona in banca. Dopo diversi alterchi mi ripresentai in banca con un ufficiale di polizia (presso il cui commissariato avevo sporto regolare denuncia dando gli estremi di mio padre) e sotto giuramenti e spergiuramenti, controlli di identità e quant’altro, riuscii a bloccare i libretti di mio padre.
Capisco le procedure di sicurezza, ma a tutto c’è un limite!
Per fortuna, quello fu un caso particolare, ed in genere non avevo a che fare con i dirigenti, mentre alle casse era rimasto il personale di mia conoscenza: potevo quindi fare tutte le operazioni che volevo senza troppe scocciature.
Alcuni anni fa, un altro colpo: la filiale dove era il mio conto chiudeva, e tutto veniva spostato in sede centrale. Ovviamente, cambio di personale, e quasi tutti i miei conoscenti spariti.
Infine, un paio di anni fa, la fusione totale: Cariplo si univa a Comit – ed altre banche minori – e dava vita a BancaIntesa.
L’inizio di un incubo.
L’anno scorso, per la prima volta, gli interessi sul conto non sono riusciti a coprire le spese di gestione del conto stesso, perdendo così una ottantina di euro in conto capitale.
Ok, c’è la recessione, i mercati finanziari sono allo sbando, i tassi di interesse sono in picchiata libera, etcetc … però la cosa rode lo stesso!
Quindi, infiniti problemi con la carta di credito, che puntualmente non viene riconosciuta/accettata/validata etcetc … le ho anche cambiate (ed ogni volta una incazzatura dietro l’altra con il personale – tutto nuovo! – della filiale), ma ogni volta è un terno al lotto.
Poi, la drammatica scoperta che, per un bonifico da Cariplo a Comit (stesso gruppo, BancaIntesa, stessa città ) da un mio conto ad un altro mio conto, devo pagare UN EURO e CINQUANTA di commissione, un furto!
“sa, i sistemi non sono ancora a regime” è stata la risposta di un funzionario di Cariplo; ma stiamo scherzando?
Ingoio il rospo e preparo i documenti per un bonifico mensile; controllo il primo avviso di pagamento recapitatomi a casa e cosa scopro? che la commissione per il bonifico era di DUE EURO e OTTANTA!
Mi rifiondo in banca, e devo fare il diavolo a otto stavolta perchè non volevano mica sentire ragione: quella operazione per loro costava 2,80 euro.
Ma se mi avevano detto 1,50 ?
Scende alla fine alle casse un alto funzionario, parolotta con i tre – no dico, tre! erano in tre attorno alle mie cedoline – quindi viene verso di me e con un sorriso sornione mi fa “mi scusi, c’è stato un errore; il di più glielo storniamo sulle prossime operazioni fino a tornare in pareggio. il costo per questa operazione è di 1,50 euro”.
E lì non c’ho visto più: intanto, di ridare i soldi manco a parlarne eh? si stornano, non si restituiscono. Secondo poi, e se non avessi controllato, o non mi fossi accorto, dell’importo? quanti soldi – di centesimo in centesimo – mi avreste *rubato* (perché di furto vero e proprio si tratta!) nel frattempo?
Sono centesimi, certo, uno non è che ci muore di fame, ma intanto vale il principio – che per me cmq è sacro – eppoi, su quante migliaia di conti vengono “rubati” questi centesimi? e quante migliaia di euro la banca incassa così, all’insaputa dei cittadini?
Non ebbe il coraggio di rispondermi, disse semplicemente “buongiorno”, girò i tacchi e se ne andò, passando la pratica ad una collega.
Nei mesi successivi le cose andarono a posto, ma quanto tempo ho dovuto perdere per andare ogni volta in banca a sistemare le cose? questo, naturalmente, non viene contabilizzato da lorsignori.
Due giorni fa, il colpo di grazia: mi è arrivata una lettera dalla banca che mi informa che, dal 1 ottobre, le condizioni del mio conto cambiano. Dovrò pagare l’iradiddio di costi per servizi, per gli invii degli estratti conto e delle operazioni a casa, per i libretti degli assegni, per il bancomat, per la carta di credito, per un eventuale homebanking, per tutto insomma, sempre a tasso di interessi meno di zero, con una unica eccezione: se sul conto ho più di QUINDICIMILA euro (trenta milioni??), allora è tutto gratis (i costi variano per scaglioni a seconda di quanto, in media, avrò sul mio conto: se sotto i 500euro un tot, poi a mille, poi duemila e così via, a scendere ovviamente).
Ovvero: la banca dei ricchi. Se hai i soldi, hai tutto gratis, tutte le facilitazioni di questo mondo, pure il tappeto rosso quando arrivi ed un caffettino con bigné (da notare che in tutti questi ultimi anni non m’hanno regalato mai nemmeno una classica agenda, o un calendario, o uno straccio di penna, niente!).
Se non c’hai una lira, anzi un centesimo di euro, paghi. Tutto. E pure tanto. Bene. E’ arrivato il momento di chiudere il conto.
Tanti saluti e arrivederci.
Tags: banca, Cariplo, conto corrente, disservizi
Domenica 21 settembre sono iniziate le nuove puntate di questa fiction di canale5, Distretto di Polizia, giunta ormai alla quarta serie; eccezionalmente un appuntamento doppio (martedì 23 settembre) che si riproporrà anche la settimana prossima (domenica 28 e martedì 30 settembre), per poi tornare alla abituale programmazione, il martedì alle ore 21,00.
Adesso so cosa devo fare oggi, solo respirare.
A margine del convegno MOCM – Metro Olografix Crypto Meeting – vi è stata anche l’occasione di poter festeggiare l’evento e conoscere personalmente i partecipanti, relatori e convegnisti; e quale miglior modo di una bella mangiata in una trattoria tipica abruzzese, datosi che molti tra gli ospiti provenivano da altre parti d’Italia?
Tutto è compiuto.
E dopo la narrazione della mia disavventura con win98 (tuttora in corso), _S_parliamo un po’ di questo prodotto della Symantec, che più di ogni altro mi sta facendo patire in questi giorni.
Non sono il tipo che corre dietro le ultime novità , e soprattutto in fatto di pc mi sono sempre accontentato di quello che ho, purché funzionasse bene.
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