Un programma al servizio del … consumatore (?)

Abruzzo, Cyberdiritti, Televisione, Video January 8th, 2013

pillola rossa o bluNon sapevo dell’esistenza di questa trasmissione televisiva; ne sono venuto a conoscenza grazie al PescaraLug che ha partecipato, nella persona del suo Presidente Valerio “ftp21″ Mancini, alla puntata del 3 gennaio dal titolo “Computer istruzioni per l’uso”.
Il programma è condotto da Franco Venni, Segretario Regionale ARCO ed ha visto come ospiti un avvocato esperto di questioni informatiche, una dirigente dell’Unione Europea che si occupa di diritto alla privacy, un consulente informatico per la stessa associazione Arco e, appunto, il presidente del PescaraLug. La puntata è disponibile anche online su YouTube.

Un paio di considerazioni in merito alla conduzione della trasmissione:
1- confusionaria: troppi argomenti, troppe digressioni, poco approfondimento. E’ vero che gli argomenti da trattare sono tanti ed i più disparati, ma mettendosi nei panni del cittadino medio (o “utOnto” come si definiscono amabilmente in rete i neofiti dello strumento), si fa davvero fatica a seguire ragionamenti che vanno dall’opensource nella pubblica amministrazione al diritto all’oblio, dalla privacy al canone Rai, dai rischi degli acquisti online agli “hacker” che rubano i dati delle carte di credito (sic!), dal copyright al “digital divide”, passando magari per sintetiche spiegazioni dei termini “software”, “hardware”, “sistema operativo”, e via dicendo.
2- mancanza di contraddittorio: la modalità di comunicazione è stata sostanzialmente “uno ad uno”. Il conduttore pone la domanda ad uno dei partecipanti e questi risponde alla domanda, dopodiché il conduttore pone un’altra domanda, spesso nemmeno attinente a quella precedente, ad un secondo partecipante e quest’ultimo risponde alla domanda. Nessuno dei partecipanti (in qualche rara eccezione il consulente dell’associazione Arco ha puntualizzato alcune affermazioni dell’avvocato) ha interagito con gli altri, per aggiungere o rettificare precedenti affermazioni.

Ancora due considerazioni – di carattere generale – in merito ai contenuti:
in più di una occasione durante la trasmissione si è parlato di diritti dei consumatori e/o leggi di mercato, come se fossero due questioni assolute, immutabili, da cui discende tutto il resto. Ci si dovrebbe ricordare che
1- prima di essere “consumatori” si è “cittadini”, ed in quanto cittadini si hanno diritti e doveri sanciti nella Costituzione della Repubblica Italiana, mentre in quanto consumatori si hanno diritti e doveri derivanti da un “contratto” tra le parti, garantito dalle leggi della Repubblica raccolte nel Codice Civile; su questa sostanziale differenza ci sarebbe tanto da scrivere, ma basti qui ricordare i saggi di Zygmunt BaumanW, in particolare Homo Consumens.
2- il “mercato economico” non è un dogma di fede, né un evento naturale. E’ una creazione dell’uomo ed in quanto tale al servizio dell’uomo, e non viceversa l’uomo al servizio del mercato. Gli effetti di questa logica perversa del mercato che detta le sue regole e dell’utente-consumatore (non più cittadino) a cui non resta altro che accettare i termini del “contratto” (o cercare di rescindere, fin quando possibile), oggi sono sotto gli occhi di tutti, con la crisi finanziaria, la disoccupazione, i fallimenti delle aziende, le strette creditizie del sistema bancario, il drastico calo dei consumi eccetera. Voler mantenere in piedi lo stesso modello di riferimento, a partire dalla terminologia usata nella discussione, è puro non-sense.

Non entro nel merito dei vari esempi portati nella trasmissione, avrei qualcosa da puntualizzare su ciascuno di essi: suggerisco la visione del programma per farsi un’idea.
Ma la conclusione è degna di nota: che c’entra la clip “pillola azzurra – pillola rossa” tratta dal film Matrix !?

Tags: , , , , , , , ,

Conferenza stampa moca2012: conclusione

Eventi, InCittà , Video August 23rd, 2012

Tags: , , , , , , ,

Conferenza stampa Moca2012: interventi Stefano “neuro” Chiccarelli e Nicola “djbatman” Battista

Eventi, InCittà , Video August 23rd, 2012

Tags: , , , , , , ,

Conferenza stampa Moca2012: intervento di Lucia “kundera” Zappacosta

Eventi, InCittà , Video August 23rd, 2012

Tags: , , , , , , ,

Conferenza stampa Moca2012: intervento assessore cultura Pescara

Eventi, InCittà , Video August 23rd, 2012

Tags: , , , , , , ,

Diaz – Don’t clean up this blood

Cinema, Film, Recensioni, Video April 18th, 2012

locandina_diaz2.jpgSi poteva non vedere questo film? Si, si poteva. Perchè di documentari (uno su tutti, trasmesso giusto domenica sera da rai3 BLACK BLOCK di Carlo A. Bachschmidt) ce ne sono a iosa. Perchè di video su internet ce ne sono ancor di più. Perchè quei tre giorni passati quasi interamente davanti la tv a vedere e rivedere quelle scene apocalittiche difficilmente si possono dimenticare. Si sarebbe potuto davvero evitare.

Ma ci sono delle scene che non sono state mai viste, perchè non esistono praticamente immagini di quanto realmente accaduto, e sono quelle della della “notte messicana”, della “mattanza”, del “massacro” avvenuto la notte tra il 21 ed il 22 luglio (quindi, a manifestazione ormai conclusa) presso la scuola Diaz, e della inciviltà, dei soprusi, delle torture del carcere di Bolzaneto.

Sono queste immagini il focus del film sceneggiato e diretto da Daniele Vicari e prodotto da Domenico Procacci per la Fandango. E sono immagini che fanno male, che entrano nello stomaco con una violenza inaudita, attanagliano le viscere, strozzano la gola e lasciano un infinito senso di vuoto, di impotenza, di ingiustizia.
Profonda ingiustizia.

Fa ancor più male poi sapere che, a distanza di dieci anni, qualche decina di poliziotti è stata condannata in secondo grado per reati minori, come l’abuso di ufficio, perchè non essendo ancora stato introdotto in Italia il reato di tortura, non si configurano in questi casi i reati contro la persona. Ed i reati amministrativi tra poco meno di due anni saranno per giunta prescritti. Il danno, e la beffa.

E tanto per non farci mancare nulla, il Ministero dell’Interno, in prossimità dell’uscita in sala del film ha divulgato una circolare per gli agenti di polizia, dove si invita a non parlare del film.

Del resto, siamo in Italia, dove tante “stragi di Stato” non hanno ancora avuto giuste sentenze.

Mentre tornavo a casa dopo la visione del film, riflettevo su quei tre giorni di fine luglio 2001, dov’ero, cosa facevo. E’ stato solo un caso, una serie di circostanze, una concatenazione di eventi per cui, all’ultimo momento, ho rinunciato a partecipare alla manifestazione.
Se fossi andato a Genova, quasi certamente avrei offerto il mio aiuto al media center, e molto probabilmente avrei dormito alla Diaz.
Se fossi andato alla Diaz, tra quei ragazzi in piedi lungo i corridoi, o sdraiati a dormire dentro le aule, ci sarei stato anche io.
Se fossi stato in quelle stanze, in quei momenti, tra quelle mani alzate in segno di resa, ci sarebbero state anche le mie. E quel sangue che sporcava i muri ed i pavimenti, sarebbe stato anche il mio. E quelle ossa rotte negli ospedali genovesi, sarebbero state anche le mie. E quei giorni chiusi nelle celle di Bolzaneto in piedi con la faccia contro il muro a sentirmi urlare nelle orecchie inni fascisti o a prendere ancora manganellate e sputi in faccia, li avrei passati anche io.

Sono decisamente un fortunato, uno “scampato”, un “miracolato”. E in uno stato (che si dice) civile, nel mio Stato, non e’ decisamente una bella sensazione.

Scheda film Diaz_-_Don%27t_Clean_Up_This_BloodW

Tags: , , , , , ,

Spaghetti-Hadopi: Calabrò come Sarkò?

Cyberdiritti, Video March 30th, 2012

vogliamo trasparenza!Siamo al puro delirio di onnipotenza. Come scrive bene l’avv. Guido Scorza nel suo articolo per Punto Informatico

Un’Autorità una e trina, dunque. Un’Autorità che – caso più unico che raro in un paese democratico – è tenutaria, in relazione ad una materia tanto rilevante come la circolazione dell’informazione e del sapere nello spazio pubblico telematico, dei tre poteri dello Stato: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario.

In sintesi, la bozza circolata in Rete e pubblicata da Anna Masera su La Stampa (ma di cui il commissario Calabrò dice di non sapere niente) dice che

l’Agcom diventa l’autorità competente a intervenire sulle violazioni del diritto d’autore, a perseguirle, a tentare la risoluzione extragiudiziali delle controversie che ne derivano, a disporre sanzioni pecuniarie ma anche a occuparsi della disabilitazione dell’accesso al servizio o, solo se possibile, ai contenuti resi accessibili in violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633.

In pratica, una vera e propria HadopiW all’italiana, con l’aggravante che a metterla in pratica sara’ una autorità composta da cinque membri nominati in modo non trasparente e soprattutto rispondente unicamente a logiche di lottizzazione politica.
In puro stile RAI.

Ecco perchè, tra l’altro, alcuni giorni fa un gruppo di associazioni ha dato vita alla campagna “vogliamo trasparenza” per chiedere al Governo di ripensare il metodo delle nomine della Rai e delle Autorità di Garanzia Agcom e Privacy.


Agcom, Calabrò: Regolamento pronto, attendiamo norma governo.
I commenti dei Senatori Marco Perduca (Radicali) - Vincenzo Vita (PD) - Luigi Vimercati (PD) sulla seconda audizione di Corrado Calabrò in
Senato.
by Giovanni.aversa - Agorà Digitale

Siamo di fronte ad un vero e proprio colpo di mano (con i commissari in scadenza ed un governo “tecnico” in carica) da parte dei “soliti noti”, dei “furbetti del copyright”, degli “aventi diritto de noandri”, del “quel che mio è mio, quel che tuo è sempre mio”. Grette logiche da bottegucce di quartiere, in un mondo 2.0 globalizzato ed interconnesso, che pensano solo a come poter lucrare fino all’ultimo centesimo spremendo quanto e dove il più possibile e cercando, al tempo stesso, di spendere quanto meno possibile in innovazione, in ricerca, in valorizzazione del nuovo.
Massimo profitto con il minimo sforzo.

Il tutto unicamente a suon di leggi, complici tutti quei partiti che non sanno nemmeno cosa sia un computer o la Rete, e quella “casta” di politici tra le cui schiere ci sono il fior fiore di professionisti ed imprenditori, attenti solo a fare i propri interessi, non certo quello della “cosa pubblica” in nome dei diritti di tutti i cittadini della Repubblica.

Vedremo adesso se il Primo Ministro ed i suoi ministri “tecnici” si renderanno complici di questo vero e proprio “furto di stato” in nome della real-politik, con le solite scuse ormai trite e ritrite sui media tradizionali “ce lo chiede l’Europa”, “eravamo sull’orlo del baratro”, “lo facciamo per chi verrà dopo di noi”, ed altre frasi del genere, oppure se il prof. on. Monti manterrà fede alle sue promesse di riforme in trasparenza, in giustizia ed in equità sociale “come si fa in Europa”.

A noi cittadini non resta che mantenere alta l’attenzione e continuare a vigilare. Perchè la libertà d’informazione e di comunicazione sono diritti di tutti i cittadini, non solo di chi può permetterseli comprandoseli a suon di soldi.

Read the rest of this entry »

Tags: , , , , , ,