E’ giusto l’accesso al cibo solo per i ricchi?

Internazionale October 25th, 2011

Si era detto, lo si sta dicendo, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: il modo in cui oggigiorno le multinazionali stanno cercando di piegare il sistema di brevetti (e di copyright) a proprio uso e consumo con l’unico scopo di massificare i profitti, a scapito ormai finanche della vita stessa, è arrivato al suo capolinea.

L’ANTEFATTO
Il brevetto EP 10698199, rilasciato nel 2002 dall’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) per un broccolo riprodotto con metodo convenzionale, viene impugnato nel 2008 sulla base dell’art.53(b) della Convenzione Europea dei Brevetti e della direttiva europea 98/44 (la prima non consente brevetti sul vivente e la seconda li consente solo per prodotti “biotecnologici”).
L’Alta Corte dell’EPO decide, nel 2008, che il broccolo divenga il “caso giuridico” in base al quale la UE dovrà stabilire se siano o meno leciti i brevetti su piante e animali, anche se prodotti con metodi essenzialmente biologici (ovvero non geneticamente modificati).
(fonte: equivita.it)

L’udienza era stata fissata per domani, 26 ottobre, presso l’Ufficio Brevetti con sede a Monaco, ma l’Agenzia ha pensato bene all’ultimo momento di cancellarlo. Perchè?
Secondo gli attivisti di “No patents On Seeds” il motivo è semplice: evitare il confronto con i cittadini europei, cercare di far passare sotto silenzio questa speculazione.

Citando sempre Equivita:

Come ha dichiarato Kerstin Lanje di “Misereor”
“In tempi in cui quasi due miliardi di persone soffrono la fame, è semplicemente immorale far crescere i prezzi delle derrate alimentari creando il monopolio dei brevetti. Le compagnie biotech detentrici di questi brevetti approfittano delle nuove leggi brevettuali (da loro promosse, ndr) per trasformare i prodotti alimentari in speculazioni finanziarie. E’ giusto che soltanto i ricchi possano avere accesso al cibo?”

LE CONSEGUENZE
Ma quali sarebbero le conseguenze dell’approvazione di questi brevetti? (ricordiamo che, mentre si aspettava una decisione univoca in merito al brevetto EP 10698199 sul boccolo, è stato depositato il brevetto EP1211926 sul pomodoro). Scrive Frances More Lappé:

La battaglia per le sementi è altrettanto dura. Negli ultimi quarant’anni più di mille produttori indipendenti sono stati inglobati dalle multinazionali. Tre aziende – Monsanto, DuPont e Syngenta – controllano la metà del mercato mondiale delle sementi. A favorire questa concentrazione sono state tre sentenze della corte suprema statunitense che, dal 1980 in poi, hanno autorizzato i brevetti sulle forme di vita, sementi comprese. Nel 1992 anche la Food and drug administration (Fda, l’ente statunitense di controllo sui farmaci e i prodotti alimentari) ha approvato gli organismi geneticamente modificati, sostenendo di “non essere al corrente di informazioni in base alle quali si possa dimostrare che gli alimenti ogm siano significativamente e uniformemente diversi dagli altri alimenti”.

Il via libera dato dagli Stati Uniti d’America ai brevetti sulle forme di vita in nome di una “ossessione produttivista”, giustificato dalla “lotta alla fame ed alla povertà nel mondo”, ha aperto la strada a cambiamenti radicali, quando non proprio epocali, nel rapporto uomo-terra. Si potrebbe scrivere delle condizioni in cui versano milioni di contadini nel sud del mondo, dal sud america all’India (ma anche nel midwest americano non se la passano diversamente!), letteralmente espropriati del prodotto del loro lavoro (il raccolto) in nome di un “brevetto” depositato presso una agenzia americana; oppure si potrebbe scrivere del processo di desertificazione e dei cambiamenti ambientali e climatici derivanti anche dall’abbandono sempre più massiccio di terreni da parte dei suoi abitanti; o ancora si potrebbe scrivere delle tante malattie che, periodicamente, colpiscono gli animali da allevamento (dalla mucca pazza agli ovini dalla lingua blu alle varie influenze aviarie, suine, etc…). Ma forse tutto questo sfiorerebbe soltanto il cittadino occidentale, ormai troppo urbanizzato e “cementificato”: ci si limiterà allora a fare due conti, così come scrive Andrea Tarquini:

le multinazionali non avranno più solo in mano i brevetti esclusivi del cibo transgenico, bensì anche del cibo tout court. E’ una strada strisciante verso la cancellazione della sovranità alimentare degli Stati e delle economie e la privatizzazione della materia vivente. Se brevetti il broccolo o il pomodoro, detto in soldoni, l’agricoltore ovunque nel mondo dovrà pagarti ogni anno i diritti, con pesanti conseguenze per la sua sopravvivenza economica e per il prezzo al consumo.

LINK UTILI
Directive on the legal protection of biotechnological inventions (Wikipedia)
Brevetto dell’essere vivente (Wikipedia)

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Mp3tunes.com vince contro EMI

Cyberdiritti, Internazionale August 25th, 2011

E finalmente un giudice ha messo la parola fine ad un tormentone: mp3tunes.com puo’ continuare ad offrire il suo servizio perche’ non lo si puo’ accusare preventivamente di violare i diritti d’autore. Tesi sostenuta dalla ricorrente EMI in quanto, affermava la casa discografica, per la stessa natura di “armadietto digitale” a disposizione degli utenti alcuni dei brani caricati sui suoi server avrebbero infranto il diritto d’autore delle major, ragion per cui questo genere di servizio non poteva che essere illegale.

Ma il giudice distrettuale Judge William Pauley III, proprio in virtu’ del Digital Millennium Copyright ActW, tanto decantato dalle stesse major in difesa del diritto d’autore, ha rigettato le richieste di EMI sentenziando che

“Se permettere a una parte di scaricare materiale illegale fosse sufficiente a stabilire una responsabilità allora persino i motori di ricerca come Google e Yahoo! non avrebbero la protezione del DMCA. In quel caso lo scopo del DMCA, l’innovazione e la crescita dei servizi Internet, verrebbe messo in pericolo”.

La sentenza è quanto mai opportuna, anche se sembra di aver scoperto l’acqua calda: se si possiede uno strumento potenzialmente pericoloso o illegale non significa automaticamente che sarà usato in modo pericoloso o illegale, altrimenti bisognerebbe fare una causa preventiva a tutte le case automobilistiche, visto l’alto numero di incidenti e morti ogni anno sulle strade; o ai produttori e distributori di bevande alcoliche; finanche ai produttori e a venditori televisivi di set da coltelli di cucina!

Chi ci assicura che domani con quel coltello acquistato da una televendita non sarà commesso un efferato delitto !?

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Buone intenzioni o solo belle parole?

Cyberdiritti, Internazionale, TelCo April 21st, 2011

neelie_kroessir-tim-berners-leeIl prossimo 25 maggio entrerà in vigore nella Unione Europea il cosiddetto “pacchetto Telecom”, ovvero la regolamentazione delle telecomunicazioni con particolare attenzione alla rete Internet; con l’approssimarsi di questa importante scandenza il commissario europeo per l’agenda digitale Neelie KroesW si è rivolta pubblicamente ai gestori delle telecomunicazioni ed agli internet service provider, esortandoli a migliorare i loro servizi soprattutto su tre punti specifici:

  1. tempi ridotti (al massimo un giorno) per cambiare operatore;
  2. massima trasparenza sulla velocità di connessione ad Internet;
  3. stop al blocco di specifici servizi, in particolare i servizi VOIP come skype.

La Kroes ha dichiarato:

Sono totalmente convinta che ogni cittadino europeo abbia il diritto di navigare in una Rete che sia libera e trasparente.[...] Sin dal primo giorno dell’entrata in vigore della direttiva vigileremo, in collaborazione con le Autorithy nazionali,affinchè Internet sia uno strumento aperto. [...] Faremo tutto il possibile per garantire la concorrenza e la libertà di scelta dei consumatori: entro la fine dell’anno pubblicheremo i risultati del monitoraggio e se non sarò soddisfatta non esiterò a varare misure più stringenti, anche di carattere legislativo.

In sostanza dunque il commissario europeo non ha detto nulla di nuovo, né ha preso una netta posizione in favore della net neutralityW: ha solo ribadito che la UE controllerà cosa succederà con l’entrata in vigore delle nuove regole e, se le cosenon dovessero andare come previsto, prenderà provvedimenti.

Cioe’, crediamo ancora alla bufala dell’autoregolamentazione del libero mercato? Davvero si pensa che, senza regole esanzioni precise, i grandi interessi economici in ballo agiranno in nome dei diritti e del benessere dei cittadini? o nonpenseranno solo a come massimizzare i loro profitti, a scapito degli interessi della collettività?

Ha detto bene recentemente in una conferenza stampa Tim Berners LeeW

Se si concedesse agli operatori di discriminare fra i vari tipi di contenuto le grandi società otterrebbero il controllocompleto sulle preferenze degli utenti. Potrebbero impedirgli di visitare siti considerati non politicamente corretti,religiosamente corretti, o anche commercialmente corretti.

Quindi l’Unione Europa passerà i prossimi mesi a monitorare, e già su questo aspetto le prime domande: chi si occuperà del monitoraggio? chi sarà monitorato? in che modo avverrà questo monitoraggio? non è dato saperlo.
Secondo passaggio, l’Unione Europea valuterà i dati ottenuti dal monitoraggio. E quali saranno i criteri di questavalutazione? chi li ha decisi ed in base a cosa? non si sa.
Terzo passaggio, qualora i dati risultanti dalla valutazione non dovessero soddisfare (in base a cosa?) il commissarioeuropeo questi si attiverà per prendere provvedimenti (e quali?) anche di carattere normativo.
Dobbiamo quindi ipotizzare un quarto passaggio, il Parlamento Europeo che dovrà approvare o meno le nuove direttive.

E quanti anni occorreranno prima che l’Unione Europea rimedi ai probabili, ancorchè possibili, danni che gestori di telefonia e ISP faranno nel frattempo? e quanti altri anni ancora dovranno passare, ammesso che si riesca a legiferare in tal senso, prima che gli stati nazionali si decidano a recepire le nuove direttive europee in materia di telecomunicazioni?

Al momento possiamo solo dire che son belle parole, ma da queste ai fatti, purtroppo, c’è davvero troppa distanza per noi cittadini.
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E che fai? Li lasci morire così?

Internazionale, Varie March 23rd, 2011

libyan attackE’ la frase che sempre più spesso (mi) sento ripetere ovunque quando si argomenta sul nuovo fronte caldo internazionale, la Libia. E la risposta mi esce quasi del tutto naturale direttamente dallo stomaco: si. sono fatti loro. Così come per gli egiziani, i tunisini, gli yemeniti e tutti gli altri Paesi dove in questo momento ci sono subbugli, disordini, rivoluzioni, guerre civili.

Piuttosto, quando la smetteremo di vendere loro le armi? di ingrassare i nostri speculatori internazionali con le ricostruzioni post guerra? di depredare quei Paesi delle loro risorse naturali, magari imponendogli trattati commerciali del tutto insostenibili?

Smettiamola una volta per tutte con questa ipocrisia della libertà, dell’uguaglianza, dei diritti civili da “esportare” in tutto il mondo, quando poi – una volta “liberi” – siamo pronti a colonizzarli imponendo il nostro “stile di vita”, il nostro pensiero, la nostra cultura.

E smettiamola con questa foglia di fico delle Nazioni Unite e delle sue, ormai decisamente inutili, “risoluzioni” a senso unico, dettate unicamente dai grandi della Terra che fanno e disfanno a proprio piacimento e secondo i loro interessi, non certo per fare gli interessi delle popolazioni civili dei paesi da “liberare”. Ma sarebbe meglio dire da occidentalizzare. Un riferimento per tutti, questo eccellente articolo di Danilo ZoloW Libia, ‘Chi dice umanità’, pubblicato su PeaceReporter, 22/03/2011.

Oggi siamo bravi, bravissimi!, a stracciarci le vesti per salvare il “fratello libico” dando del pazzo sanguinario al feroce dittatore. Dittatore che, ricordiamolo, è stato ritenuto il mandante della strage di Lockerbie sul Volo Pan Am 103W, ma che, nonostante questo, ha continuato a fare affari con mezza Europa, Gran Bretagna inclusa. I 270 morti di Lockerbie si staranno rivoltando nella tomba.

Quando il figlio del dittatore è venuto a giocare al calcio qui era il gossip del momento. Quando l’altro figlio è stato beccato dalla stradale, se non ricordo male, e multato, è stato trattato col tappeto rosso e tante
scuse.
E dov’erano allora questi cittadini che oggi si dichiarano interventisti? hanno detto/fatto qualcosa? no. ci ridevano su, e continuavano a comprare macchine fiat, guardare le partite della juve, avere i conti in banca alla unicredit o la RC auto da unipol.
I libici ci tengono per le palle a livello energetico (col gas e col petrolio) e finanziario (con le compartecipazioni in alcune grandi aziende come fiat e gruppi bancari come unicredit), e nessuno ha mai mosso un dito, perchè è la legge del libero mercato.

Che un dittatore mandante di una strage internazionale sfrutti le risorse del suo Paese per arricchirsi personalmente alla faccia della sua popolazione civile (quella stessa popolazione civile che oggi gli occidentali vogliono proteggere con sedicenti “nofly zone”), reinvestendo miliardi di dollari in tutto il mondo ieri non interessava a nessuno. Anzi, gli si permetteva di piantare la sua tenda dove voleva e gli si baciava persino la mano.
Oggi, in nome della risoluzione di un organismo internazionale che non serve più a nessuno se non ai potenti della Terra, bisogna intervenire per “salvare il fratello libico”.

E a sinistra si lamentano su “dove sono i pacifisti” (Veltroni in primis sul suo profilo facebook)? Quella stessa sinistra che ha mandato i caccia sui Balcani? quella stessa sinistra che ammicca alle centrali atomiche? quella stessa sinistra (governo Prodi) che non avrà fatto “patti di amicizia” col dittatore, ma gli affari si. Realpolitik, che diamine!
Veltroni, i pacifisti sono a casa a farsi i fatti loro. Vacci tu a fare da scudo umano per difendere gli insorti di Bengasi.

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