“Parlare di copyright, invece, dovrebbe spingerci a parlare di cosa vogliamo, come società, che la tecnologia possa fare, di come vogliamo che i network si possano evolvere nel futuro, di cosa è diventata oggi l’opera d’arte, e di che ruolo vogliamo per la cultura”. (Rasmus Fleischer, fondatore di Piratbyrån, e di The Pirate Bay)
E’ solo uno dei tanti, professionisti del settore o semplici “smanettoni”, intervistati da Luca Neri per questa sua inchiesta sul download “illegale” contenuta nel libro “La baia dei Pirati. Assalto al copyright”.
Si, certo, Luca Neri ci accompagna in un tour al limite dell’illecito nei sottofondi di internet, tra torrent e ftp, dove migliaia di persone si scambiano – spesso illegalmente – ogni sorta di prodotto: dal brano musicale al film, dal videogioco al libro. Tutto gratis, tutto “libero”, tutto aperto e disponibile.
Ed il danno economico per i detentori dei diritti d’autore (o brevetti, o copyright) è stimabile nell’ordine di milioni di euro l’anno; motivo per cui le grandi organizzazioni, dalla BSA Alliance alla RIIA, alla MPAA, per non parlare delle varie associazioni “nostrane”, hanno dichiarato guerra al file sharing, al download illegali, al P2P, al torrent … ed in cima alla lista nera al portale svedese The Pirate Bay.
Hanno ragione i potenti, e ricchi!, detentori di (giusti?) interessi economici? Sono tutti delinquenti, farabutti, malfattori i fruitori dei sistemi di filesharing?
A sentir loro, maturalmente, no. Anzi. Continua ancora Rasmus nella sua intervista rilasciata a Luca Neri:
“Alla critica del copyright ci siamo arrivati tutti da strade diverse. Io personalmente ho capito che quello sarebbe diventato un tema centrale solo dopo aver collegato la storia di Napster con la questione dei brevetti farmaceutici, che all’epoca era di grande attualità per via dei nuovi farmaci per il trattamento dell’Aids, farmaci che il Sud Africa minacciava di copiare senza licenza per protestare contro prezzi eccessivi. Per me, insomma, c’era anche una dimensione morale”.
Qual è il limite tra il “giusto prezzo” dovuto all’autore di un’opera o al realizzatore di un prodotto, e la bieca “speculazione” spesso effettuata sul prezzo di vendita al consumatore finale? E soprattutto, CHI definisce questo limite? lo Stato? il (libero) mercato? o il detentore del diritto/brevetto/copyright che troppo spesso agisce in maniera pressochè monopolistica, cercando di alzare quante più barriere protezionistiche (con leggi, con sistemi antipirateria, con campagne “d’informazione”) per difendere la sua fetta di torta?
E chi ci rimette? il consumatore, ovvio. Ci sorprendiamo poi se un adolescente scarica i brani musicali del suo gruppo preferito attraverso un circuito torrent piuttosto che pagare un prezzo salatissimo per un CD ? (che spesso per giunta non potrà nemmeno copiare sul suo computer per poterlo caricare sul suo IPOD?).
E’ su queste, e su analoghe argomentazioni, che Luca Neri centra il “focus” del suo libro: più che una indagine, una vera provocazione, uno stimolo a riflettere su come sta progredendo velocemente la tecnologia mentre la cultura e la società non riescono a tenere il passo. Anzi, spesso vengono appositamente frenate nella propria crescita, per cercare di lucrare quanto più possibile da questo “gap generazionale”.
Con una ulteriore provocazione (questa volta storica) lanciata dall’autore: se i grandi “inventori” del passato non avessero “copiato”, in tutto o in parte, dalle intuizioni di altri inventori, loro antecedenti o contemporanei, la tecnologia odierna avrebbe avuto lo stesso sviluppo che conosciamo?
LINK UTILI
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Luca Neri a Tg3 Linea Notte, Rai3
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Luca Neri e La Baia dei Pirati su Torrent
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“Amo la radio perche’ arriva tra la gente









