Ministro Fornero: chiudo l’Agenzia per il Terzo Settore

volontariato February 1st, 2012

fornero guidaIl Ministro Fornero ha dichiarato l’intenzione di voler chiudere l’agenzia per il Terzo Settore che attualmente ha sede a Milano.
L’ente, nato nel 2002 come Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale dal maggio 2011 aveva preso il nome di Agenzia per il terzo settore. Istituito con il decreto del Presidente del Consiglio del 26 settembre 2000, l’ente di emanazione governativa di diritto pubblico era preposto ad esercitare poteri di indirizzo, promozione e vigilanza nel contesto in cui agiscono le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, i soggetti del terzo settore e gli enti non commerciali. Lo staff dell’agenzia doveva essere di 35 persone che Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano avrebbero dovuto distaccare, ma oggi si limita a 12 persone e al momento opera in regime di “prorogatio”.
L’Agenzia è costituita dal Presidente e da dieci Consiglieri nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta di diverse autorità competenti, in base all’esperienza istituzionale, alla conoscenza del Terzo Settore e alla professionalità acquisita nel campo dell’economia sociale. L’attuale Presidente è l’economista Stefano ZamagniW, e tra i consiglieri siedono personaggi di spicco del volontariato italiano quali Edoardo Patriarca.

Non si sono fatte attendere le voci del Terzo settore, a partire da Riccardo BonacinaW che su Vita.it scrive:

Le notizie sono due, la Fornero non ha pianto e neppure la Guida, che forse non ha neppure capito bene la cosa. Un annuncio di morte silente.
L’altra è, ma Pisapia ci è o ci fa? È mai possibile che dopo mesi di silenzio a fronte della ricerca di interlocuzione dell’Agenzia, solo ieri abbia detto qualcosa a riguardo di una Agenzia che cercava un alleato? Sapeva o è stupidità?

Segue a ruota Sergio Marelli, segretario FOCSIV, che dal suo blog scrive:

I ripetuti tagli che anche il Governo Monti ha inferto al welfare del nostro Paese oggi si completano con la decisione unilaterale di abolire l’Agenzia voluta per promuovere e sostenere le realtà della società civile e le loro attività. L’indignazione delle associazioni e la solidarietà già manifestata da diverse forze politiche ad oggi non sembrano aver sortito alcun effetto per un ripensamento di un atto miope, ancora una volta fatto alla luce della sola logica ormai imperante del taglio della spesa pubblica e senza preoccuparsi di contemporaneamente promuovere misure di rilancio e di sostegno alla ripresa economica. Il tutto per risparmiare 1,2 milioni di Euro: a tanto ammonta infatti il bilancio annuale dell’Agenzia presieduta sino al 12 gennaio dal Prof. Stefano Zamagni.

Ma la critica più feroce arriva da Angelo BonelliW, presidente nazionale dei Verdi, che dalle colonne di Repubblica dice:

“La decisione di chiudere l’Agenzia per il Terzo settore è semplicemente un atto inaccettabile. In un Paese in cui non si toccano di un euro le spese militari e in cui si stanno per spendere 15 miliardi di euro per acquistare 131 caccia bombardieri F-35 (ognuno dei quali costa l’equivalente di 183 asili nido) è francamente sconcertante che si sia deciso di intervenire a gamba tesa sul Terzo settore che ha una funzione essenziale, spesso di surroga rispetto a carente dello Stato, per la nostra società. [...] Piuttosto il ministro Fornero chieda al suo collega, il ministro della Difesa De Paola, di rinunciare a qualcuno dei caccia F-35 (oltre 120 milioni di euro ognuno) e le risorse per tenere in vita l’Agenzia e per rafforzare il volontariato usciranno”.

La contraddizione (che la dice lunga sulle intenzioni di questo governo, del precedente, e di buona parte dei partiti di destra e di sinistra) è tutta in questi numeri: davvero si continua a ritenere che la ripresa e lo sviluppo passi attraverso la spesa bellica militare (15 miliardi di euro per dei caccia bombardieri F-35 d’attacco che sono in palese contrasto con l’art.11 della Costituzione della Repubblica Italiana) a scapito della spesa sociale?
Non solo: i 15 miliardi di euro servono per l’acquisto dei mezzi. Quanto costa mantenerli? e armarli? ed i consumi per le missioni? e l’addestramento dei piloti e del personale addetto? Di quanto si moltiplicano questi 15 miliardi, e per quanti anni dovremo sostenere queste spese nei conti di un già disastrato bilancio dello Stato?

E, a parte l’1,2 milioni di euro annui dichiarati dal presidente Zamagni per il funzionamento dell’Agenzia, con tutti quei miliardi quanta spesa sociale, sanitaria, assistenziale (per non parlare della difesa del territorio, la prevenzione dalle calamità naturali, l’emergenza immondizia o dell’energia, etc) potrebbe sostenere lo Stato senza per questo aumentare tasse e balzelli?

Insomma, ancora una volta, governi politici o tecnici che siano, gli interessi che si perseguono non sono certo quelli del bene comune e dei diritti dei cittadini, ma piuttosto del profitto di pochi e gli interessi dei mercati.

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Alex Zanotelli a Chieti per l’acqua bene comune

Abruzzo, Eventi, Video, volontariato June 5th, 2011

Appello al voto referendario del 12-13 giugno, realizzato dal CSV di Chieti.

Guarda il video integrale dell’intervento di p.Alex Zanotelli a Chieti nella sala consiliare

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L’ULTIMA LEVA(TA) FISCALE: DAL 5 ALL’ 1,25 PER MILLE

volontariato November 19th, 2010

berlusconi tremonti Approvata in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati la riduzione del 75% (da 400 a 100 milioni) del fondo destinato al 5xmille.
Dopo i tagli alle tariffe agevolate per spedizioni editoriali in abbonamento postale, dopo la riduzione dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, arriva in meno di sette mesi la terza mazzata al mondo del noprofit. Con una aggravante: adesso è il Governo che decide quanto dobbiamo donare.

Soltanto nove mesi fa, in gennaio, si scriveva sull’ennesimo inghippo nella tormentata vicenda di questo ormai relativamente nuovo strumento fiscale, il 5xmille della dichiarazione dei redditi da devolvere alle organizzazioni noprofit italiane, e quell’articolo così concludeva:

Le ONLUS quindi hanno già meno finanziamenti, che rendono in generale sempre più difficile lo svolgimento del loro operato; se a questi tagli si aggiunge l’insicurezza derivante da un sistema fiscale incerto cosa resta? Tornare all’economia del baratto?

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Quale futuro per il sociale abruzzese?

Abruzzo, volontariato October 22nd, 2010

presidente regione abruzzo Approvate le linee guida del Piano Sociale Regionale per il triennio 2011-2013.
Anni di ritardi, dati demografici obsoleti, mancanza di interlocutori della società civile, assenza di verifiche a posteriori sui risultati dei piani precedenti; ma soprattutto, quali finanziamenti per il prossimo piano?

Con provvedimento n. 653 del 31 agosto 2010 la Giunta Regionale ha approvato le Linee-guida del Piano Sociale Regionale 2011-2013.
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L’Italia si dimentica di Gandhi e San Francesco

volontariato October 3rd, 2010

san francesco

san francesco


gandhi

gandhi

Dopo aver ignorato il 21 settembre, l’Italia istituzionale e mediatica ignora anche il 2 e il 4 ottobre.
Flavio Lotti: “Se la nonviolenza non ci interessa, preoccupiamoci almeno della violenza che ci sta distruggendo la vita.”
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Gino Strada: Il mondo che vogliamo

Video, volontariato September 12th, 2010

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Pescara: assistenza sociale “a 180 giorni”

InCittà , volontariato July 20th, 2010

Dunque, è ufficiale: il Presidente della Commissione Politiche Sociali del comune di Pescara, Salvatore Di Pino, avrebbe scoperto un buco nel bilancio delle politiche sociali pari a circa sette milioni di euro, frutto – secondo il presidente – della cattiva gestione della passata amministrazione. Sostiene infatti Di Pino:

i conti ci dicono anche che parte di tale spesa dovrà necessariamente essere utilizzata per pagare quei residui derivati, ereditati dal precedente governo di centro-sinistra che ha previsto spese, le ha effettuate, ma non ha provveduto a pagarle, trascinandosi dietro il relativo debito. Anche in questo caso il bilancio è rivelatore: nel 2008 a fronte della spesa prevista di 9milioni 100mila euro, il governo comunale di centro-sinistra ha impegnato 8milioni 93mila euro, ma ha liquidato solo 4milioni 652mila euro, trasformando la somma rimanente in residuo che inevitabilmente è scivolato prima nel bilancio 2009 e poi, in parte, anche nel bilancio 2010. Infatti nel 2009 è stata pagata una quota del debito, circa 3milioni e mezzo, la differenza, circa 700mila euro, è finita nel bilancio 2010 sempre come residuo.

(fonte: leggimi.eu 19 luglio 2010)

A parte la prima considerazione, semplicistica e bipartisan, che destra e sinistra pari sono, poiché da quasi venti anni chi sale al governo scarica sul/i governo/i precedente/i la maggior parte delle responsabilità – in primis quella dei buchi di bilancio – nessuno fa nulla di concreto per rimediare al problema (ed è del tutto inutile continuare a sostenere “noi abbiamo fatto il tot percento di più di loro in questo e quest’altro” perchè tirata la linea e fatta la somma, il debito è sempre in aumento, per cui alla fine i conti continuano a non tornare); la seconda considerazione sarebbe ancora più ovvia della prima (ma stranamente dalle fonti consultabili online sembra che nessun giornalista abbia posto la domanda), e cioè: come mai una simile scoperta viene fatta a ben 15 mesi dall’elezione dell’attuale amministrazione Mascia, e con un bilancio presentato – faticosamente! – non più tardi di due mesi fa dalla giunta comunale? in quel bilancio non ci si è resi conto che mancavano dei soldi ?
E ancora, già l’anno scorso, dopo pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione di centrodestra, cominciò l’ormai conosciuto “coro dell’Aita”: che il bilancio del comune di Pescara era un colabrodo, che mancavano i soldi, che la giunta di centrosinistra guidata da D’Alfonso aveva lasciato una amministrazione sull’orlo del baratro … ma non fu fatto un numero, non fu detto quale assessorato era in crisi, e soprattutto nessuno degli attuali assessori, consiglieri, presidenti di commissione, fino all’ultimo dei dirigenti, s’è azzardato a dire COSA avrebbero fatto per porre rimedio all’imminente disastro.

Qualche titolone di giornale, qualche sparata dai banchi della maggioranza con contro-sparate dai banchi dell’opposizione, poi più nulla. Di bilancio, di soldi, di spese, di tagli, non si parla più. O almeno, la notizia non arriva più agli organi di informazione (o da questi non viene rilanciata, casomai fosse arrivata). Legge-bavaglio ante-litteram?

Adesso, fulmine a ciel sereno: è dal 2008 che fondi stanziati per il sociale non sono stati del tutto erogati. A questi si aggiungono spese previste e non erogate anche per il successivo 2009, e siamo all’anno in corso dove, si!, l’attuale giunta AVREBBE stanziato già più soldi degli anni precedenti, ma PURTROPPO gran parte di questi soldi serviranno a coprire le spese promesse da quei (‘sgraziati!) dell’amministrazione precedente.

Quindi, se ci sono ritardi nei pagamenti che risalgono al 2008, possiamo ben immaginare come staranno gli operatori delle associazioni di volontariato, cooperative sociali, organizzazioni onlus che lavorano in convenzione con il comune di Pescara, che già da qualche tempo si sentono rispondere “pagamento a 180 giorni dalla presentazione della fattura”. E le fatture presentate dal 2008, da quanto tempo aspettano ?
Ma soprattutto, per quanto tempo ancora dovranno aspettare ?!

Se un cittadino pescarese alla presentazione della cartella esattoriale del comune rispondesse “pago tra 180 giorni” facendo passare nel frattempo circa due anni, cosa gli succederebbe ??
E perchè la stessa cosa non dovrebbe succedere anche a quelle amministrazioni pubbliche morose??

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