Dunque, è ufficiale: il Presidente della Commissione Politiche Sociali del comune di Pescara, Salvatore Di Pino, avrebbe scoperto un buco nel bilancio delle politiche sociali pari a circa sette milioni di euro, frutto – secondo il presidente – della cattiva gestione della passata amministrazione. Sostiene infatti Di Pino:
i conti ci dicono anche che parte di tale spesa dovrà necessariamente essere utilizzata per pagare quei residui derivati, ereditati dal precedente governo di centro-sinistra che ha previsto spese, le ha effettuate, ma non ha provveduto a pagarle, trascinandosi dietro il relativo debito. Anche in questo caso il bilancio è rivelatore: nel 2008 a fronte della spesa prevista di 9milioni 100mila euro, il governo comunale di centro-sinistra ha impegnato 8milioni 93mila euro, ma ha liquidato solo 4milioni 652mila euro, trasformando la somma rimanente in residuo che inevitabilmente è scivolato prima nel bilancio 2009 e poi, in parte, anche nel bilancio 2010. Infatti nel 2009 è stata pagata una quota del debito, circa 3milioni e mezzo, la differenza, circa 700mila euro, è finita nel bilancio 2010 sempre come residuo.
(fonte: leggimi.eu 19 luglio 2010)
A parte la prima considerazione, semplicistica e bipartisan, che destra e sinistra pari sono, poiché da quasi venti anni chi sale al governo scarica sul/i governo/i precedente/i la maggior parte delle responsabilità – in primis quella dei buchi di bilancio – nessuno fa nulla di concreto per rimediare al problema (ed è del tutto inutile continuare a sostenere “noi abbiamo fatto il tot percento di più di loro in questo e quest’altro” perchè tirata la linea e fatta la somma, il debito è sempre in aumento, per cui alla fine i conti continuano a non tornare); la seconda considerazione sarebbe ancora più ovvia della prima (ma stranamente dalle fonti consultabili online sembra che nessun giornalista abbia posto la domanda), e cioè: come mai una simile scoperta viene fatta a ben 15 mesi dall’elezione dell’attuale amministrazione Mascia, e con un bilancio presentato – faticosamente! – non più tardi di due mesi fa dalla giunta comunale? in quel bilancio non ci si è resi conto che mancavano dei soldi ?
E ancora, già l’anno scorso, dopo pochi mesi dall’insediamento della nuova amministrazione di centrodestra, cominciò l’ormai conosciuto “coro dell’Aita”: che il bilancio del comune di Pescara era un colabrodo, che mancavano i soldi, che la giunta di centrosinistra guidata da D’Alfonso aveva lasciato una amministrazione sull’orlo del baratro … ma non fu fatto un numero, non fu detto quale assessorato era in crisi, e soprattutto nessuno degli attuali assessori, consiglieri, presidenti di commissione, fino all’ultimo dei dirigenti, s’è azzardato a dire COSA avrebbero fatto per porre rimedio all’imminente disastro.
Qualche titolone di giornale, qualche sparata dai banchi della maggioranza con contro-sparate dai banchi dell’opposizione, poi più nulla. Di bilancio, di soldi, di spese, di tagli, non si parla più. O almeno, la notizia non arriva più agli organi di informazione (o da questi non viene rilanciata, casomai fosse arrivata). Legge-bavaglio ante-litteram?
Adesso, fulmine a ciel sereno: è dal 2008 che fondi stanziati per il sociale non sono stati del tutto erogati. A questi si aggiungono spese previste e non erogate anche per il successivo 2009, e siamo all’anno in corso dove, si!, l’attuale giunta AVREBBE stanziato già più soldi degli anni precedenti, ma PURTROPPO gran parte di questi soldi serviranno a coprire le spese promesse da quei (‘sgraziati!) dell’amministrazione precedente.
Quindi, se ci sono ritardi nei pagamenti che risalgono al 2008, possiamo ben immaginare come staranno gli operatori delle associazioni di volontariato, cooperative sociali, organizzazioni onlus che lavorano in convenzione con il comune di Pescara, che già da qualche tempo si sentono rispondere “pagamento a 180 giorni dalla presentazione della fattura”. E le fatture presentate dal 2008, da quanto tempo aspettano ?
Ma soprattutto, per quanto tempo ancora dovranno aspettare ?!
Se un cittadino pescarese alla presentazione della cartella esattoriale del comune rispondesse “pago tra 180 giorni” facendo passare nel frattempo circa due anni, cosa gli succederebbe ??
E perchè la stessa cosa non dovrebbe succedere anche a quelle amministrazioni pubbliche morose??

Le urgenze in Italia non finiscono mai, e urgentemente il Governo, nelle persone dei ministri dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti, decreta una “scoppola” da centinaia di milioni di euro per l’editoria, e per le organizzazioni noprofit.
Il terremoto colpisce in Abruzzo. La provincia de L’Aquila la più danneggiata, ma molti comuni del teramano e del pescarese hanno subito seri danni alle infrastrutture.
“Un piccolo passo per Tux, un grande passo per il campo San Biagio”. Mi piace iniziare cosi’ questo breve, ma significativo, articolo per pubblicizzare quanto fatto da alcuni membri del
Nel pacchetto di auti pro terremoto non c’è il 5 per mille. Obiettivo raggiunto per la petizione lanciata da Vita.it
Certo che il governo, pur di non tirare fuori i soldi – o per tirarne fuori il meno possibile – , le studia proprio tutte. E cosi’, dopo aver cortesemente (?) rifiutato gli aiuti internazionali (e vuoi mettere? che caduta di stile signora mia! neanche fossimo un paese del terzo mondo), dove tirare fuori i soldi per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo (dodici miliardi di euro, secondo le prime stime)? ma dalle tasche di quei generosi dei contribuenti italiani, si capisce! E come fare? geniale trovata del ministro Tremonti: destiniamo all’emergenza terremoto parte (o tutto?) del cinque per mille! Solidarieta’ per solidarieta’, l’una vale l’altra.
Per sostenere gli interventi in corso (causale “TERREMOTO ABRUZZO”)
EMERGENZA TERREMOTO









