5 per mille: la storia infinita

5xmilleAnche per l’anno fiscale in corso si è risolto tutto all’ultimo minuto. Per quanto ancora le Onlus dovranno restare con il fiato sospeso?

Che la vita del 5 per 1000 fosse difficile e piena di imprevisti era, ed è, cosa risaputa; da quando questo strumento è nato non c’è stato anno (solare o fiscale che sia) in cui non si sia presentato qualche ostacolo in corso d’opera, dal (maldestro) tentativo di spostare le risorse ad altri capitoli di spesa dello Stato alla (sbadata) mancanza di inserimento nel decreto annuale d’attuazione, ai normali (biennali) ritardi di pagamento del dovuto agli aventi diritto, fino agli errori di stampa dei modelli unici per la dichiarazione dei redditi nei quali non erano stati inseriti gli appositi spazi dove il contribuente poteva esprimere la scelta dell’organizzazione a cui devolvere. Gli esempi sono tanti e non si finirebbe più.

La novità dell’anno ormai passato è che per la prima volta questi ostacoli si sono presentati tutti insieme, mettendo seriamente a rischio questo strumento fiscale; procedendo con ordine:
primo, dopo i drammatici eventi di aprile, il ministro per l’economia Tremonti ipotizza lo spostamento dei fondi raccolti dal 5 per mille all’emergenza terremoto in Abruzzo. Levata di scudi delle organizzazioni Onlus e smentita del ministro;
secondo, la commissione Finanze nel mese di ottobre 2009 boccia due emendamenti dell’opposizione, il primo volto a “stabilizzare” lo strumento, il secondo a garantire la copertura finanziaria per il triennio entrante. Scoppia la polemica e qualche settimana dopo il ministro per l’economia assicura (almeno!) la copertura finanziaria per l’anno 2010;
terzo, per errori nelle documentazioni presentate vengono esclusi circa 7.500 enti dall’assegnazione dei fondi per una somma pari a 15,5 milioni di euro. Con un emendamento infilato all’ultimo minuto nel decreto “milleproroghe” (ovvero, un emendamento sugli emendamenti!) vengono recuperati anche questi ultimi;
quarto, siamo nei primi mesi di febbraio, ancora non sono stati resi pubblici i dati relativi alle entrate, e la conseguente redistribuzione tra gli aventi diritto, dell’anno fiscale 2008 mentre da pochi mesi sono stati erogati i fondi relativi alle entrate del 2007.

Dal punto di vista di una organizzazione ONLUS, i problemi che tutti questi “inconvenienti” comportano sono molteplici, ma si possono riassumere in una parola: precarietà.
Per cominciare, i criteri di ammissione ai benefici, che cambiano di anno in anno: ogni anno una organizzazione deve presentare domanda facendo riferimento (ovvero, sperando!) che nel frattempo non siano cambiate le regole del gioco;
una volta ammessi l’organizzazione dovrà assicurarsi che a) per l’anno successivo il dispositivo fiscale sarà (ri)attivato, e soprattutto b) che ci sia una copertura finanziaria;
superato anche questo scoglio, e sempre che i cittadini contribuenti abbiano il buon cuore di devolvere qualcosa per quella determinata organizzazione, occorrerà aspettare non meno di due anni prima di vedere effettivamente i soldi versati sul proprio conto corrente. Sommati tutti i tempi, mese più mese meno, da quando l’organizzazione presenta domanda a quando vedrà il contributo elargito passeranno – se tutto va bene! – tre anni circa.

Prima osservazione: ma i vari governi succedutisi alla guida del Paese, non hanno sempre messo tra i primi punti dei loro programmi la semplificazione delle procedure burocratiche, citato tra l’altro da tutti gli economisti liberali e non come uno dei mali assoluti della nostra società ?
Seconda osservazione: non c’è una certa sperequazione nel rapporto cittadino-Stato ? come mai se un cittadino non paga una tassa si aggiungono sovratasse e more varie, oltre al fatto che gli viene intimato di pagare immediatamente, mentre se è lo Stato che deve restituire qualcosa al cittadino i tempi diventano biblici e nulla si aggiunge alla somma oltre al dovuto?
Terza, ma non meno importante, osservazione: lo Stato, dicono gli esperti per problemi di debito pubblico, sta tagliando da diversi anni buona parte delle sue spese, partendo proprio dal sistema dei servizi (o welfare): sanità, scuola, pensioni, lavoro, sociale. Le ONLUS quindi hanno già meno finanziamenti, che rendono in generale sempre più difficile lo svolgimento del loro operato; se a questi tagli si aggiunge l’insicurezza derivante da un sistema fiscale incerto cosa resta? Tornare all’economia del baratto?

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Due anni di carcere per un video su YouTube

Azerbaigian, la denuncia di Amnesty International: due attivisti dietro le sbarre per aver pubblicato un filmato satirico su internet.

La vicenda risale a luglio, quando i blogger Emin Milli e Adnan Hajizade decidono di prendere di mira il governo, reo di sperperare il denaro pubblico in spese insensate, ad esempio 180 mila dollari per 15 asini. Realizzano così un video nel quale un nutrito gruppo di giornalisti pende dalle labbra di un ciuchino durante una conferenza stampa. Pochi giorni dopo, Milli e Hajizade sono stati malmenati in un ristorante e, quando si sono presentati alla polizia per sporgere denuncia, sono stati processati e condannati rispettivamente a 24 e 30 mesi di carcere

Secondo Amnesty, i due sono stati imprigionati per le loro idee. Una visione condivisa dall’Unione europea, che ha parlato di “processo ingiusto” e “basato su motivazioni politiche”

La Repubblica, 22 gennaio 2010

L’ennesimo regalo alla SIAE

Il tutto è semplicemente VERGOGNOSO!! Secondo le stime di Confindustria (citato nella puntata odierna di neapolis) per il 2010 la SIAE raccoglierà in questo modo circa 300 milioni di euro di tasse, contro i soli (?) 70 milioni dell’anno scorso. Soldi nostri, ovviamente. E tutto questo perchè? Perchè si PRESUME che se un cittadino ha un dispositivo atto a registrare/memorizzare/duplicare un contenuto multimediale, l’uso che ne farà questo cittadino sarà CRIMINOSO/CRIMINALE violando opere tutelate da copyright e quindi è giusto risarcire gli autori/editori con un EQUO COMPENSO.

Ma una volta il DIRITTO in Italia non prevedeva la presunzione di INNOCENZA ?? Da quando siamo passati alla presunzione di COLPEVOLEZZA ?? Chi, quando e come ha cambiato la Costituzione Italiana ?!

Tassa su pc e telefonini per dare soldi alla Siae
Un decreto del ministro dei beni culturali aggiorna ed estende – come in nessun paese europeo – il cosidetto “equo compenso”. Introdotti su tutti i dispositivi dotati di memoria. Piovono soldi sulla società degli autori ed editori, aumenti in arrivo per i prodotti hi-tech
di ALESSANDRO LONGO
La Repubblica, 15 gennaio 2010

Bondi tassa la tecnologia
La Stampa, 15 gennaio 2010

Compri il cellulare, paghi la Siae.
Altroconsumo, 15 gennaio 2010

Comunicato stampa del Ministero dei Beni Culturali
Il testo del decreto

Corso base di GNU/Linux

logo pelugIl PescaraLug organizza il corso base di GNU/Linux ogni sabato a partire da 16 gennaio dalle ore 15,30 alle ore 17,30 presso la sede della CGIL in via B. Croce 108 a Pescara.

La partecipazione è libera e gratuita.

Per maggiori informazioni scrivi a: info@pescaralug.org

Scarica il volantino in formato .pdf

CALENDARIO
16/01 installazione e gparted
23/01 storia e filosofia del movimento free software/opensource
30/01 reti e connessioni
06/02 pacchetti e stampanti
13/02 openoffice, thunderbird, firefox, tor
20/02 gimp
27/02 multimedia e hasciicam
6/03 distribuzioni usb e virtualizzazioni
13/3 shell e kernel
20/3 tips&tricks

Prima Grande Vittoria in Difesa dell’Acqua Pubblica

costantiniacerboOra atti amministrativi per costruire in Abruzzo una gestione veramente pubblica ed efficiente di questo bene Comune.

Il Consiglio Regionale della Regione Abruzzo, su proposta dei Consiglieri Regionali Carlo Costantini (Idv) e Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista), ha approvato alla unanimità un emendamento al documento di programmazione economico finanziario della Regione ( Dpfer ) che impegna la Regione a preservare il carattere pubblico dell’ acqua e che sancisce allo stesso tempo che il servizio idrico debba ritenersi privo di rilevanza economica.

I cittadini abruzzesi sono particolarmente sensibili al tema della lotta contro la privatizzazione del servizio idrico integrato (acquedotti, reti fognarie, depuratori). In questi anni sono state numerose le manifestazioni organizzate per impedire la mercificazione dell’acqua e chiedere una gestione pubblica efficiente e trasparente. Ben 13000 abruzzesi avevano firmato la proposta di legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica promossa dalle associazioni e dai movimenti.

Per questo come mondo associativo e di movimento siamo oggi soddisfatti delle determinazioni del Consiglio Regionale. Aver condotto con determinazione una battaglia di civiltà per la vita dei cittadini e delle future generazioni ci spinge a continuare ad impegnarci per la difesa dei beni comuni e del nostro Abruzzo.

Vogliamo sottolineare l’impegno dei promotori e degli estensori dell’emendamento e ciò conferma la possibilità di costruire importanti unità e convergenze utili al fine della difesa non tanto dei propri convincimenti politici ma di un bene comune dell’umanità quale è il bene acqua.

Ringraziamo l’intero Consiglio Regionale ed il Presidente della Regione Abruzzo per aver ascoltato le legittime ragioni dei cittadini abruzzesi che in questi anni hanno difeso l’acqua da privatizzazioni, da cattive ed irresponsabili pratiche di gestione, da inquinamenti e spreco.

Ora bisogna tradurre in pratica amministrativa le indicazioni politiche che provengono dal Consiglio Regionale perché purtroppo rimangono in vigore norme nazionali che potrebbero vanificare gli sforzi a livello regionale. E’ quindi necessario continuare la mobilitazione affinchè:

  • il Presidente della Regione faccia ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Governativo 115 per contrastare la privatizzazione anche in campo nazionale;
  • negli statuti comunali e provinciali venga scritto che l’acqua è un diritto umano e che i che i servizi idrici sono privi di rilevanza economica
  • si arrivi ad un assetto di governo dell’acqua regionale coerente con l’emendamento approvato nel quale sia garantita la partecipazione cittadina ed associativa come chiediamo da anni per costruire una gestione veramente pubblica, trasparente ed efficiente.

Promotori della campagna Salva l’acqua-Abruzzo : Abruzzo Social Forum, WWF Abruzzo, Marelibero.net, Pescara in Comune byAmici di Beppe Grillo, Arci Chieti, , FP CGIL Abruzzo, Giovani Comuniste/i, Punto Pace Pescara – Pax Christi, PeaceLink Abruzzo, Collettivo onda libera, Cooperativa Il Mandorlo Bottega Commercio equo, Site.it , Filcem-CGIL Abruzzo, Caritas Diocesana Pescara