I diritti digitali visti dalla UE

Viviane_RedingIntervista a tutto campo di Altroconsumo al commissario europeo per la società dell’informazione e i media Viviane Reding; sollecitata dalle domande dell’intervistatore, la commissaria europea parla a tutto campo dei diritti digitali, dall’attuale situazione monopolistica delle societa’ per i diritti d’autore

“ma c’è una pressione crescente contro questo regime da parte di rivenditori, consumatori e creatori di contenuti, che si stanno rendendo conto di come il sistema sia utile soltanto alle società di raccolta dei diritti”

alla pirateria digitale e multimediale su Internet

“I policy-makers, ossia coloro che prendono le decisioni in Europa dovrebbero riconoscere l’immenso potenziale di internet in termini di sviluppo della libertà di informazione, di partecipazione democratica e di rafforzamento del nostro Mercato Unico”.

dalla eyouguide, all’Agenda Digitale per i Diritti dei Consumatori in collaborazione con la Commissaria Europea per la tutela dei consumatori Meglena Kuneva, dall’importanza della neutralita’ della Rete

“Le nuove tecniche di gestione delle reti rendono possibile la prioritarizzazione del traffico. Gli operatori possono usare questi strumenti per ottimizzare il traffico e garantire una buona qualità del servizio in un momento di domanda in aumento e nella crescente congestione della rete in orari di punta. C’è però il rischio che la gestione del traffico possa portare a pratiche anti-competitive come la prioritarizzazione ingiusta di un certo tipo di traffico, oppure il suo rallentamento e, in casi estremi, il suo blocco.”

al difficile equilibrio tra la tutela del diritto d’autore e la libera circolazione dei saperi e dell’informazione

“ma sono fiduciosa che molto presto la Commissione troverà una soluzione innovativa ed equilibrata che punti a rimuovere gli ostacoli e a promuovere la creatività degli utenti di internet.”

e al (cosiddetto) fair-use

“Questa è senz’altro una materia complessa e non molto trasparente. Dal 2001 abbiamo in Europa una direttiva sul diritto d’autore nella società dell’informazione. Tuttavia, per quanto riguarda le copie private, questa direttiva al momento lascia a ciascuno Stato Membro la libertà di decidere se e a quali condizioni vuole acconsentire alla copia privata. Il risultato è una evidente frammentazione di regole, e in effetti attualmente sono in vigore 27 differenti regimi nazionali.”

dagli standard comuni e l’interoperabilita’ dei sistemi di gestione dei diritti digitali (DRM) alla certezza del “giusto processo” e della tutela dei dati personali dei cittadini (vedi dottrina Sarkozy e legge Hadopi in Francia)

“Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la protezione dei diritti di proprietà intellettuale e della creatività artistica da una parte e il ruolo di internet nel promuovere importanti diritti fondamentali come la libertà di espressione e di informazione - diritti fondamentali che già si ritrovano in ognuno dei sistemi legali nazionali degli Stati Membri.”

Le idee sono chiare, le intenzioni sembrano buone, l’accordo con i Commissari Europei piu’ o meno coinvolti, come la gia’ citata Meglena Kuneva o la Commissaria europea responsabile della Concorrenza Neelie Kroes, sembra esserci. Speriamo solo che si prosegua in questa direzione senza cedere alle sirene monopolistico-capitalistiche delle lobbies dell’infointrattenimento (come, purtroppo, troppo spesso e’ accaduto, soprattutto nei singoli Stati, in particolare qui, in Italia).

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Tre schiaffi a Sarkozy

sark.o.Uno, due, tre. I tre “schiaffi” che il presidente francese Sarkozy voleva assestare ai cybercittadini sorpresi a scaricare illegalmente materiale protetto dal diritto d’autore si sono ritorti contro egli stesso come in un magico gioco degli specchi.
Il consiglio costituzionale francese, infatti, ha affermato

la libertà di comunicazione e di espressione, enunciata dall’art. 11 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, fin dal 1789 è oggetto di una costante giurisprudenza protettrice da parte del Consigio Costituzionale.

E ancora:

Questa libertà implica oggi, avuto riguardo allo sviluppo generalizzato dell’Internet e alla sua partecipazione alla vita democratica in funzione della libertà di espressione e diffusione delle idee, la libertà di accedere ai servizi pubblici di comunicazione online.

In sostanza, come gia’ approvato al Parlamento Europeo con l’emendamento 138, il Consiglio ha ribadito che Internet è uno strumento per formare e manifestare il pensiero, accedere alla rete è un diritto fondamentale del cittadino, e solo al termine di un regolare processo e del parere dell’autorità giudiziaria è possibile comprimere questo diritto.
Non possono quindi essere le major che si arrogano il diritto di “scandagliare” la rete alla ricerca di downloads illegali, non possono essere gli ISP di propria iniziativa ad inviare all’utente minacciose missive di disconnessione dalla Rete, non puo’ essere una società (pubblica o privata che sia) a gestire il regolare accesso ad Internet e/o sanzionare amministrativamente chi adotta comportamenti illeciti; la giustizia non e’ un fatto privato, nelle democrazie esiste un organo, la Magistratura, preposto all’esercizio di simili funzioni.

Un cittadino ha dunque pieno diritto di accesso alla Rete e solo un tribunale puo’ decidere di sanzionarlo (civilmente e/o penalmente) se dovesse agire illegalmente. Non certo gli aventi diritto in causa, moderni talebani dell’ “occhio per occhio, dente per dente”, in una visione/gestione privatistica del diritto.

Cosa succedera’ ora? Difficile dirlo, visto l’Unione Europea si e’ gia’ chiamata fuori delegando queste questioni alle decisioni/legiferazioni dei singoli stati; e con i “chiari di luna” che si intravedono soprattutto qui in Italia, il futuro non promette bene.

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483 caratteri (spazi inclusi) per salvare la Rete.

Il DDL Intercettazioni è ormai approdato in Senato e nelle prossime ore, dunque, i Senatori avranno la possibilità di far sentire la loro voce e di eliminare il rischio che la Rete “chiuda per rettifica”.

Non serve molto: basta un pò di buona volontà ed un emendamento da 483 caratteri spazi inclusi che ho buttato giù nell’ambito di questo bel processo di democrazia partecipata e che - fatte le modifiche ed integrazioni che chiunque (senatori compresi) ritenesse di apportarvi - potrebbe essere stampato su carta intestata del senato e depositato a Palazzo Madama.

PROPOSTA DI EMENDAMENTO al DDL n. S1611
Al comma 28 dell’art. 1, lettera a), capoverso le parole: «Per i siti informatici» sono sostituite con le seguenti: «Per i giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5».
Al comma 28 dell’art. 1, lettera e), le parole: “o delle trasmissioni informatiche o telematiche” sono sostituite con le seguenti: «o dei giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5?.

483 caratteri (spazi inclusi) per salvare la Rete: non credo che i cittadini italiani chiedano troppo.

Frattanto vale forse la pena di continuare a firmare la lettera ai capi gruppo del Senato perché - se l’emendamento non verrà presentato - potremo almeno dire di averci provato tutti insieme.

UPDATE: Francesco D’Abrosio mi segnala il blog di un movimento “salvablog” che sta spopolando su Facebook e che appare determinato a fare il possibile per evitare la definitiva approvazione del DDL intercettazioni nell’attuale testo. L’unione fa la forza, e quindi, ben volentieri segnalo questa ulteriore straordinaria iniziativa “partecipata e partecipativa”.

fonte: guidoscorza.it

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I tre giorni che hanno cambiato il CeIS di Pescara

ct il faroIl terremoto colpisce in Abruzzo. La provincia de L’Aquila la più danneggiata, ma molti comuni del teramano e del pescarese hanno subito seri danni alle infrastrutture.
Cronistoria dei principali eventi accaduti tra il 6 ed il 9 aprile nel Centro di Solidarietà di Pescara; i sopralluoghi, le riunioni, gli incontri, fino alla decisione finale: evacuare la Comunità Terapeutica.
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Un pinguino dal mare alle montagne aquilane

tux_pelug“Un piccolo passo per Tux, un grande passo per il campo San Biagio”. Mi piace iniziare cosi’ questo breve, ma significativo, articolo per pubblicizzare quanto fatto da alcuni membri del Pescara Lug in quel di San Biagio (Tempera, L’Aquila) sabato scorso.
San Biagio e’ uno dei campi che ospita i terremotati aquilani del 6 aprile; il campo e’ dotato di tutto, e molti servizi sono in funzione grazie soprattutto al meraviglioso lavoro della (cosiddetta) Brigata di Solidarietà Attiva di Rifondazione Comunista.Unica cosa a mancare, una connessione Internet, ed e’ qui che entrano i scena i volontari del PescaraLug: armati di poche cose, e tanta buona volonta’, hanno creato una piccola rete wireless sfruttando il segnale di un modem sito all’interno di una casa dichiarata inagibile, e portato il segnale fin dentro la ludoteca del campo. Non contenti di questo, si sono anche prodigati ad installare alcuni sistemi operativi Linux sui computer degli ospiti del campo ed hanno tenuto brevi corsi di installazione/funzionamento dei software installati. In particolare uno, Muse, realizzato da Denis “Jaromil” Roio, per realizzare stream audio in Rete, che dovra’ servire a creare una web radio da campo, con l’idea di riuscire a creare una radio collegata con tutti i campi presenti nella zona colpita dal sisma.

A raccontare tutto alla giornalista Ylenia Gifuni de Il Centro (che ha scritto oggi questo breve articolo) e’ stato Attilio Pagliaro, membro del Pescara Lug ed animatore dei corsi di alfabetizzazione informatica/telematica che il Lug organizza ogni anno a Pescara; conclude Attilio:

“Il sogno piu’ grande resta la promozione di un’unica radio che colleghi tutti i campi della provincia aquilana, ma siamo consapevoli delle difficolta’ pratiche e logistiche legate prima di tutto all’assenza di una connessione stabile”.

La domanda e’ quindi scontata: c’e’ per caso qualche operatore del settore intenzionato a fare un’opera di volontariato, regalando connessione per la realizzazione di questo progetto? Per informazioni e contatti, questa e’ la maling list del PescaraLug.

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Pirati al Parlamento

swedish_piratesAlmeno una nota positiva nei risultati delle elezioni europee c’e': nonostante la scomparsa della (cosiddetta) “sinistra estrema” - che non ha superato la soglia di sbarramento del 4% fermandosi ad un misero tre-e-rotti per cento - e con un deciso passo indietro dei socialisti a fronte di un forte vento di destra che spira soprattutto dagli stati nazionalisti, xenofobi e (sempre cosiddetti) “euroscettici”, lassu’ nel profondo nord, precisamente in Svezia, fa capolino una nuova formazione politica, nata solo tre anni fa ma che in questa tornata elettorale ha strappato agli svedesi il 7,1 percento dei consensi, portando cosi’ un suo rappresentante all’europarlamento.
E’ il Pirat-Partiet, o Partito Pirata, che in Svezia si piazza ad un bel quinto posto, dietro al partito dei Verdi (forse l’unico che in tutta Europa e’ riuscito a mantenere perlomeno le sue posizioni arginando la deriva popolar-destrorsa).

La vittoria ha un sapore ancora piu’ dolce perche’ ottenuta senza l’appoggio ufficiale della Baia dei Pirati; anzi, sembra addirittura che il suo leader carismatico Peter Sunde abbia votato per il Partito dei Verdi.

Chi o cosa ha portato allora al successo il Partito Pirata? Secondo Rick Falkvinge e’ stata la classe dei trentenni svedesi, assolutamente contrari alla criminalizzazione del file sharing e molto interessati ad una rivisitazione del copyright e del diritto d’autore in favore di una libera condivisione dei saperi (e dei files).

Cambiera’ qualcosa la presenza di un solo europarlamentare con la bandana nera? speriamo di si, anche se la strada sara’ lunga e difficile. Di sicuro, almeno, avremo una voce “dentro” le stanze che potra’ portare una visione “altra” dell’uso di Internet e di tutto quanto riguarda la Rete, oltre al fatto che dall’interno dei Palazzi potranno uscire preziose informazioni quantomeno tese a smascherare i giochi di potere delle info-tecno-lobbies informando i cittadini europei di quanto accade a Bruxelles.

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Giu’ le mani dalla Pineta D’Avalos!

parcoMila Donnambiente - Ecoistituto Abruzzo - Marevivo - Italia Nostra

La Natura nella politica …tra silenzi …

Ci piacerebbe tanto che oltre alla crisi finanziario/economica, si portasse in campagna elettorale qualche riflessione o qualche proposta sulla necessità di superare, nel futuro molto prossimo, la crisi ambientale planetaria … universalmente riconosciuta come interconnessa alla crisi socio-economica in atto.

Già una discussione appena sufficiente sui contenuti delle elezioni europee potrebbe farci ricordare che – entro il 2020 – dovremmo, per l’effetto serra e conseguente gestione del consumo energetico, aver ridotto del 20% i gas serra e del 20% i consumi, e riconvertito, con fonti rinnovabili e sostenibili, il 20% di produzione energetica … Intuitiva la conseguenza sulla qualità anche dell’aria respirata, dalle azioni giuste derivanti in termini di mobilità ed emissioni …Altrettanto evidente l’impegno da assumere nei governi locali …

Ancora per deliberato europeo inderogabile: entro il 2015 dovremmo aver riportato tutte le acque allo stato di qualità naturale sufficiente! Quelle dei fiumi-bacini, cioè, quelle dei mari oltreché quelle potabili … Qualche idea su Bussi e dintorni? A vari anni dalla “scoperta” della discarica, neanche uno straccio di messa in sicurezza di quei luoghi idrici.

E i paesaggi e la natura della nostra terra, la sua biodiversità e le sue risorse di bellezza,da salvaguardare anche fuori dai confini dei Parchi, perché basilari anche per il superamento della crisi socio-ambientale dalla quale non stiamo certo uscendo …

Tutto questo ci sembrerebbe base minima di confronto politico, per sapere, dalle proposte di governo, come se ne uscirebbe, da destra o da sinistra.
Ma il silenzio è quasi assordante

… e poche idee orribili.
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Berlusconi contestato a L’Aquila

Cittadini aquilani con striscioni di protesta all’uscita del premier dalla caserma di Coppito.

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Il ponte dei sospiri

ponte sul mareStrano destino quello del “Ponte sul Mare”, così fortemente voluto dal sindaco autosospesosi per motivi di salute Luciano D’Alfonso: i festeggiamenti per la fine dei lavori declassati da “inaugurazione” a “presentazione” (perchè una “vil legge dannata” vuole che non si inauguri un bel niente in piena campagna elettorale!); poi una sconsiderata aggressione di uno sconosciuto ai sostenitori della lista civica Amici di Beppe Grillo “Pescara a 5 stelle” che esponevano un un cartello con la scritta “campagna elettorale abusiva”; infine l’ennesimo blitz della Guardia di Finanza in comune per acquisire la delibera del consiglio comunale del 21 maggio scorso dove veniva deliberata la spesa di 10.861,96 euro per la festa di sabato scorso.

E la giunta prontamente cosa ha fatto? Una seconda delibera con la quale apre una sottoscrizione per tutti i volenterosi cittadini pescaresi che volessero contribuire al pagamento delle spese per la festa.
Ora, a parte il fatto che di questa sottoscrizione non si e’ saputo nulla, se non a cose ormai fatte, perche’ io cittadino pescarese che mi sono gia’ visto aumentare notevolmente (ed indecentemente!) l’ultima TARSU, dovrei contribuire al pagamento della spesa per la festa di un’opera pubblica che - personalmente! -non avrei mai voluto e - sicuramente! - ne avrei fatto volentieri a meno??

Tutti quei soldi spesi per il ponte sul mare, che data la pendenza della rampa sul lato sud immagino sia abbordabile in bicicletta solo dagli “scalatori” che stanno correndo ora il Giro d’Italia mentre per farla a piedi apriranno una “ferrata” come sul Gran Sasso, non potevano essere spesi in altro modo in città? Chesso’, magari per continuare i lavori sul lungomare sud, invece di vederci l’ennesima “incompiuta”!; oppure per realizzare una pista ciclabile degna di tale nome che, partendo dal parco d’avalos / ex-aurum percorresse tutto il lungomare per ricongiungersi al parco fluviale della Provincia; o per realizzare un bel parco nell’ex area Di Properzio; o per riqualificare la zona ex-Cofa (o vogliamo lasciare queste due aree agli “squali del mattone”?).

Insomma, di bei lavoretti per rendere la zona compresa tra lugofiume/lungomare/parco d’avalos davvero un quartiere “vivibile” (e non riempire tutti i buchi di terra ancora disponibili con case, case, case come stanno gia’ facendo), ce n’erano parecchi. Invece dovremo sorbirci quello scempio in cemento armato che chiamano “opera architettonica di pubblica utilita’”.

Bah! speriamo solo che non faccia la stessa fine dell’opera artistica giapponese in quel di Piazza Salotto …

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La grande sorella

BBawardsAnche quest’anno il progetto Winston Smith (PWS), nell’ambito del convegno E-privacy2009, ha consegnato i Big Brothers Awards, ovvero

un premio “in negativo” che fin dallo scorso millennio (1998 per l’esattezza) viene assegnato in tutto il mondo a chi piu’ ha danneggiato la privacy.

Le categorie dei premi sono cinque:

  • Peggior ente pubblico
  • Peggiore azienda privata
  • Bocca a stivale
  • Minaccia da una vita
  • Tecnologia più invasiva

a cui va aggiunto il premio “Lamento del Popolo“, destinato a chi riceve più nomination negative.

Forse per la prima volta da quando in Italia vengono assegnati questi premi, i vincitori sono praticamente soltanto due: Facebook e l’on. Gabriella Carlucci.
Sul comunicato stampa ufficiale la classifica ed i voti espressi:
Premio “Lamento del Popolo“, Facebook con 12 nomination su 40
Premio “Tecnologia piu’ invasiva“: Facebook (21/30)
Premio “Peggiore azienda privata“: Facebook (25/30)
Premio “Minaccia da una vita“: On. Gabriella Carlucci (16/30)
Premio “Bocca a stivale“: On. Gabriella Carlucci (21/30)
Premio “Peggiore ente pubblico“: Ministero dell’Interno (23/30)
Premio “Winston Smith eroe della Privacy”: Electronic Frontier Foundation (15/30)

Particolarmente interessanti le motivazioni dei premi per l’on.Carlucci:
per il premio “Minaccia da una vita”,

e’ stato il recente DDL 2195/2009, che in una versione preliminare diffusa in Rete possedeva il suggestivo titolo “Internet territorio della libertà dei diritti e dei doveri”, ed ha ora quello certo meno appetibile di “Disposizioni per assicurare la tutela della legalità nella rete internet e delega al Governo per l’istituzione di un apposito comitato presso l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. [...]
Insomma, un Piccolo Fratello italiano che irreggimenti ed identifichi tutti, distruggendo in Italia la Rete come oggi la conosciamo, in modo che siano salvi ed intatti i diritti di proprieta’ intellettuale.
E’ pur vero che nella Costituzione si parla non di questi ultimi ma piuttosto di liberta’ di espressione e di inviolabilita’ della corrispondenza, ma questo dimostra probabilmente la necessita’ di ulteriori modifiche costituzionali.

Per il premio “Bocca a stivale” che,

vuole premiare la frase piu’ “terrificante” pronunciata sul tema della privacy e dei diritti civili in Rete.

la segnalazione piu’ ricocrente e’ stata in merito all’affermazione “È arrivato il momento di combattere ed eliminare l’anonimato su Internet”; commenta il PWS:

Con buona pace degli onesti cittadini italici, che da alcuni secoli (dai tempi di Pasquino) utilizzano il diritto all’anonimato, esercitabile anche imbucando una lettera senza mittente alle Poste, quando ritengano di averne bisogno, senza aver indotto crisi nelle Forze dell’Ordine o collassi istituzionali nei Governi, e senza che questo abbia impedito di perseguire e punire i farabutti.

La “Grande Sorella” continua imperterrita per la sua strada e nulla sembra farla recedere dai suoi propositi: forse questi premi - e la conseguente figuraccia internazionale - aiuteranno l’orwelliano onorevole a tornare sui suoi passi?

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